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edonismo piacere

Edonismo razionale: perché non puntare ad una società che accetti il piacere come parte integrante delle nostre vite?

Oggi ci sono più punti di vista su cosa sia l'edonismo. Ciò è in gran parte dovuto ad alcune argomentazioni filosofiche altamente sfumate su come dovremmo concettualizzare il piacere.

Penso che potrei essere un’edonista. 

Ora mi stai immaginando che sniffo coca attraverso banconote da 100 euro, un calice di champagne in una mano e con l’altra accarezzo la coscia soda di uno sconosciuto? 

Ecco, ehm, non esattamente. Fai un passo indietro.

Prima che tu mi giudichi duramente, so che l’edonismo ha una cattiva reputazione, ma potrebbe essere il momento di riconsiderare insieme questo termine. 

E se, invece di una strada a senso unico garantito per la rovina di se stess*, l’edonismo facesse addirittura bene alla salute? 

Se pensiamo all’edonismo come all’assaporare intenzionalmente semplici piaceri – come giocare con le foglie cadute, momenti di connessione con gli amici o coccole con i nostri pelosini – allora probabilmente lo fa. 

Cercare di massimizzare questo tipo di piaceri può aumentare la nostra salute e il nostro benessere. 

Quindi da dove vengono le nostre idee sull’edonismo e come possiamo sfruttare l’edonismo per migliorare la nostra salute e la qualità della vita? 

La visione popolare dell’edonismo 

In termini generali, un edonista è qualcuno che cerca di massimizzare il piacere e ridurre al minimo il dolore. 

Jordan Belfort (interpretato da Leonardo DiCaprio) in The Wolf of Wall Street è probabilmente l’idea popolare dell’edonista per eccellenza, dove la sua estrema ricchezza gli permette di assecondare la sua insaziabile fame di tutte le cose piacevoli che la vita ci offre. 

Hedonism Bot di Futurama è un altro personaggio squisitamente in contatto con le cose che danno piacere. 

Troviamo questi personaggi così avvincenti perché sembrano rifiutare il modo sensato e responsabile di vivere. Assecondano i loro appetiti carnali in modi che noi non osiamo nemmeno immaginare, e con scarsa considerazione per le conseguenze. 

Ma questo tipo di comportamento, in realtà, è meglio definito come dissolutezza – estrema indulgenza nei piaceri corporei e soprattutto sessuali – piuttosto che edonismo. 

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Perché non dovresti voler essere sempre felice? 

L’edonismo ha le sue radici filosofiche fin da Platone e Socrate, ma il filosofo greco antico Epicuro è spesso stato accreditato di aver articolato un primo tipo di edonismo basato non su una vita di appetiti selvaggi, ma su piaceri moderati e rispetto per gli altri. 

Oggi ci sono più punti di vista su cosa sia l’edonismo. Ciò è in gran parte dovuto ad alcune argomentazioni filosofiche altamente sfumate su come dovremmo concettualizzare il piacere. 

Cos’è il piacere? 

Potrebbe essere utile pensare al piacere semplicemente come a uno stato soggettivo di godimento. Questa è una prospettiva ampia, ma facilmente applicabile alla nostra vita quotidiana. 

Quindi, la carezza di un amante mi dà piacere, ma lo stesso può fare un brano musicale, ridere con gli amici o semplicemente stare sedut* immobile su una comoda poltrona dopo una giornata frenetica. 

Non esiste uno stimolo unico che susciti sempre la stessa risposta in tutti: il piacere è un’interazione tra lo stimolo e il ricevente. 

Se chiudi gli occhi e pensi a un momento in cui hai provato un pizzico di piacere, è molto probabile che tu stia ricordando un’esperienza sessuale o qualcosa di delizioso che hai mangiato. 

Forse il ricordo è di un ottimo bicchiere di vino, o di quegli ultimi 50 metri di una lunga e appagante corsa. 

E queste sono cose positive, giusto? 

Il piacere sessuale è legato alla salute e al benessere. 

Le attività che ci danno piacere sono buone… finché non lo sono. 

Molte delle cose che comunemente ci danno piacere possono anche essere usate in modi rischiosi o dannosi.
Quando il piacere diventa un problema 

Dipendenza e abbuffate possono essere considerati usi rischiosi o dannosi di esperienze altrimenti piacevoli, come l’uso di alcol e altre droghe, fare esercizio in modo eccessivo e fare sesso in modo compulsivo. 

Ma, a volte, può essere difficile definire il punto in cui un comportamento precedentemente piacevole diventa problematico. 

A metà strada tra il godersi una birra occasionale e il bisogno di un drink prima di alzarsi dal letto ogni mattina, c’è parecchia roba però. 

Senza reale piacere, il comportamento non è più edonistico. 

Anche la ricerca risoluta di un piacere intenso a spese di altri aspetti della vita che portano significato e benessere è controproducente per vivere un’esistenza ricca e piacevole. 

Questo lo pone ben al di fuori dell’idea di Epicuro di piaceri moderati e autocontrollo. 

Cerchiamo di essere razional* sull’edonismo 

Quindi, quando dobbiamo fare il mutuo o pagare l’affitto e mantenere le nostre complesse vite in carreggiata, come potrebbe essere la vita di un moderno edonista? 

Una definizione pratica potrebbe essere qualcun* che cerca di massimizzare i piaceri quotidiani pur bilanciando altre preoccupazioni. 

Lo chiamerò una specie di “edonismo razionale”. In effetti, Epicuro sottolineava una vita semplice e armoniosa senza la ricerca della ricchezza o della gloria. Massimizzare il piacere, a differenza della dissolutezza o della dipendenza, non deve necessariamente assumere la forma di “più grande o più eccessivo significa migliore”. 

Invece, assaporiamo i piaceri di tutti i giorni. Li gustiamo mentre stanno accadendo, usando tutti i nostri sensi e la nostra attenzione, li anticipiamo attivamente e ci riflettiamo in modo coinvolgente. 

Quindi, se il mio caffè mattutino mi dà piacere, potrei fermarmi e assaporarlo mentre lo bevo: inalare completamente la sua fragranza e concentrarmi sulla sua dolcezza sfumata, calda, fumosa e amara. 

(Dentro di te stai già pensando che non hai tempo, ma bastano pochi secondi di consapevolezza per gustare il piacere.)

Dovrei occuparmi pienamente del calore che ho tra le mie mani, della sensazione che percepisco in bocca e della cascata di stimolazioni e sapori che offre un buon caffè. 

Non solo, la mattina, prima del mio caffè, posso anticiparlo. Posso pensare a quanto sarà bello berlo. E più tardi, mentre trascorro la mia giornata, posso fermarmi a pensare a quel caffè, a quanto fosse caldo e buono, a come avesse l’odore e il sapore che piace a me. 

edonismo piacere

In altre parole, posso immergermi in questi momenti, nell’attesa, nel bere stesso e nel ricordare, e portare tutta la mia attenzione su di essi. 

Ovviamente il caffè è solo una metafora, ma se ami il caffè direi che non c’è nulla di male nel trovare piacere a consumarlo, finché la quantità di caffeina che assumi non arriva a nuocere alla tua salute, o finché il bere troppo caffè non ti impedisce di svolgere al meglio il tuo lavoro o le tue normali attività quotidiane.

Questo tipo di assaporare si traduce in un’esperienza completamente diversa e più ricca che se ingoiassi distrattamente il caffè schivando il traffico e parlando al telefono. 

L’atto di assaporare intensifica il piacere che estraiamo dalle cose semplici e ne procura maggiore soddisfazione. 

Uno studio ha scoperto che passare un po’ di tempo ad assaporare l’attesa prima di mangiare cioccolato ha portato i partecipanti a mangiare meno cioccolata in generale. 

L’attenzione sembra essere la chiave del legame tra sensazioni piacevoli e benessere. 

Come trarre vantaggio dall’edonismo? 

Uno stato di piacere è legato alla riduzione dello stress. Quindi, quando proviamo piacere, il nostro sistema nervoso simpatico – quella risposta di lotta o fuga che sperimentiamo quando ci sentiamo minacciati – si calma. 

Prima di tutto lo stimolo ci eccita, poi se valutiamo la situazione come sicura, abbiamo delle risposte di terminazione dello stress, che sperimentiamo come rilassamento o sollievo dallo stress. 

Inoltre, uno studio su bambini in età scolare ha mostrato che concentrarsi su eventi quotidiani piacevoli, in questo caso registrandoli in un diario, ha ridotto i sintomi depressivi e l’effetto è stato mantenuto fino a tre mesi dopo l’esperimento. 

Per diventare degli edonisti modello, di sicuro c’è un primo step da compiere, quello più importante: dovremmo scrollarci di dosso (con aria di sfida) l’idea che il piacere sia qualcosa di vergognoso o frivolo, e diventare i primi ad adottare questa tipologia di razionale edonismo.

Che il vostro caffè sia in realtà un meraviglioso momento di autoerotismo o un incontro sessuale con una persona nuova, il punto di questo discorso culturale su larga scala, è quello di riconoscere che ci sono da sempre tanti ostacoli tra noi e il piacere, ma in realtà ci è consentito al 100% di provare tanto piacere quanto ne contiene il nostro corpo.

A volte, quello che tra l’altro non capisco, è perché la gente si impegna così tanto per impedire agli altri di accedere al piacere. 

Forse pensano che sia davvero pericoloso accedere a così tanto piacere?

Forse dovremmo iniziare tutt* a provarne davvero tanto, e portare avanti uno stile di vita per cui lo tiriamo fuori tutto, smantellando l’intero sistema tardo capitalista violentemente coercitivo della supremazia bianca cis-etero patriarcale attraverso i nostri orgasmi. 

Ok, forse ho un pelino esagerato, ma questo è il succo del discorso.

Se ti sembra difficile diventare un edonista razionale, allora inizia ad esercitarti. 

Tanto per essere chiari, il piacere appartiene a te, così come il tuo corpo. E che tu sia single o in coppia, (sempre nel rispetto delle altre persone) il piacere ti spetta di diritto.

Oggi come oggi dal sesso mi aspetto tante, tantissime cose. Negli anni le mie “aspettative” sono decisamente cambiate. Cerco intimità, connessione profonda, arricchimento.

Non mi basta, come in passato, semplicemente assaggiare più persone possibili, oggi mi interessa che ne valga la pena sempre, e soprattutto che mi generi reale piacere.

 

E tu, cosa cerchi nel sesso?

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