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benessere sessuale Tei Giunta

Il benessere sessuale in Italia, tra desiderio e realtà – la ricerca di LELO

Martedì 4 giugno sono stata invitata alla presentazione dei risultati della ricerca condotta da LELO in collaborazione con AstraRicerche, sul benessere sessuale nel nostro paese.

Il giorno in cui ho ricevuto via mail da LELO l’invito alla conferenza stampa, ammetto di essermi sentita un po’ come immagino si saranno sentite le esordienti fashion blogger quando venivano invitate alle sfilate per la prima volta.

Non sono una giornalista, ma “solo” una sex blogger, e il fatto di ricevere quella mail mi ha fatta sentire finalmente considerata e riconosciuta per l’importante lavoro di divulgazione sex positive che svolgo.

L’evento si è tenuto nel primo pomeriggio del 4 giugno 2024 a Milano, presso la splendida terrazza Palestro, dove era stato allestito un elegante buffet in palette con le tonalità dei prodotti LELO (che tra l’altro facevano capolino “apparecchiati” tra un calice e una tartina, come fossero parte del rinfresco).

Ma veniamo a noi… Tei di cosa si è parlato in questa conferenza stampa?

benessere sessuale

LELO, brand leader nel mercato dei sex toys ha presentato i risultati della ricerca quantitativa realizzata in collaborazione con l’Istituto AstraRicerche, con l’obiettivo di comprendere il rapporto che le persone di nazionalità italiana hanno con la sessualità e approfondire l’impatto che ha sul loro benessere.

Analizzando i principali dati emersi dalle interviste online, rivolte a un campione di 1.000 persone dai 18 ai 65 anni, è emerso un interessante spaccato dell’Italia alle prese con i suoi bisogni e desideri sessuo-affettivi, più o meno soddisfatti.

Valentina Cosmi, psicoterapeuta e sessuologa e consulente LELO, ha fornito il suo contributo interpretativo sui dati più rilevanti e inaspettati: “In linea generale, è davvero stupefacente riscontrare come la popolazione intervistata sia molto consapevole dell’importanza di avere una soddisfacente vita sessuo-affettiva, così come della necessità e del peso – in senso positivo – di poter avere accesso ad un’educazione alla sessualità. Si rivela fondamentale favorire sempre più la diffusione di una cultura che sappia associare conoscenza-benessere-gioco-sessualità”.

Gli/le italian* associano il sesso alle emozioni

La maggior parte degli/lle Italian* associa alla sessualità concetti legati alla sfera emozionale: intimità e complicità, piacere, desiderio, sentimento. 

La sfera sessuale è importante per più dell’80% delle persone intervistate, con una ricaduta diretta sulla loro serenità e felicità, che rappresentano i sentimenti più espressi dagli italiani (rispettivamente per il 44,4% e 36,7%).

In particolare, le persone di genere maschile ritengono la sessualità più rilevante con il passare degli anni, mentre per quelle di genere femminile si osserva un calo dopo i 45 anni.

Emerge chiara la voglia di sperimentare e fare nuove scoperte in ambito sessuale: il dato è positivo soprattutto tra gli uomini dai 18 ai 44 anni e tra le giovani (18-24 anni).

Sentirsi libere di osare è importante soprattutto per le ragazze giovani, che rispetto ai coetanei esprimono una netta preferenza per l’insolito/kinky (57,6% delle prime Vs. 34% dei secondi).

“Da ormai diversi anni sia gli studi che la pratica clinica sottolineano come le giovani donne abbiano a cuore il proprio piacere e il proprio benessere sessuale. Le ragazze, oggi, sono più curiose di sperimentare e di capire, si confrontano tra loro non solo, come sempre è avvenuto, su temi legati al ciclo mestruale o alla contraccezione ma, soprattutto, sul proprio piacere e su ciò che è in grado di potenziare e stimolare questo piacere” conferma la dottoressa Cosmi.

benessere sessuale

La salute sessuale: come stanno gli/le italian*?

Nonostante la positività di sentimenti provata nei confronti della propria vita sessuale, ben il 44,5% degli italiani dichiara di avere vissuto o di vivere tuttora delle problematiche relative alla sessualità, come problemi legati al desiderio 39%, problemi psicologici 31%, problemi nell’eccitazione 28%, dolore fisico 26%, fatica a raggiungere l’orgasmo 23%.

Tuttavia, la maggioranza di coloro che hanno vissuto questi problemi (53,6%) non si è rivolta a nessun medico, mentre il 15,4% di chi ha contattato un medico dichiara di non aver risolto i propri problemi, con una componente importante di donne 18-24enni (33%).

Ma, avverte Cosmi: “Il non affrontare o il non risolvere una disfunzione sessuale determina costi psicologici, emotivi e relazionali che aumentano con l’aumentare del tempo in cui la persona sperimenta la difficoltà”.

Il benessere sessuale, tra pregiudizi e fantasie

L’81,5% degli/lle italian* ha dichiarato di avere avvertito blocchi o limitazioni, imposti da sé stessi o da altre persone, rispetto a quanto avrebbero voluto fare o dire in ambito sessuale – più uomini (86% Vs. 77% delle donne), più 18-34enni con una media dell’87,3% – e in particolare parlare di sesso con le persone in modo esplicitoresta un tabù per molt* (29,4%). Gli altri tabù evidenziati dal campione sono legati alle fantasie sessuali (23,5%), alla masturbazione (22,8%), all’uso di pornografia (20,1%), all’esplicitare il numero di partner sessuali avuti nella propria vita (14,6%).

benessere sessuale

Il ruolo dell’educazione sessuale in Italia

L’educazione sessuale si conferma carente in Italia, eppure la maggioranza degli/lle italian* ritiene che sia importante che i/le giovani siano adeguatamente informat*. 

Colpisce in questo caso il divario maggiore di 30 punti percentuali tra il livello di importanza attribuito dalle giovani donne(74,2%) in confronto a quello attribuito dai giovani uomini (37,7%). In linea con la pratica clinica, come osserva la dottoressa Cosmi, le giovani donne si rivelano in generale più curiose e aperte sulla sessualità: “Le donne nel corso degli anni hanno saputo evolversi e far evolvere la propria idea di sessualità e di sensualità. A oggi, sembrano meno spaventate e più orientate alla comprensione di se stesse e del proprio corpo. Purtroppo, sono ancora duri a morire stereotipi secondo cui la sessualità femminile sarebbe meno istintiva e più orientata al romanticismo, rispetto a quella maschile maggiormente animata da aspetti istintuali e di “necessità” inderogabili (niente di più falso). Un aspetto questo che non di rado porta ancora le donne a pensare alle esigenze dell’uomo anziché alle proprie.”

Ben il 40% degli/lle italian* dichiara di non avere mai ricevuto un’educazione sessuale, con una prevalenza nella fascia d’età 55-65enni. Il 23% dell’educazione sessuale proviene dalla scuola, un dato di poco superiore alla seconda fonte principale di informazione: i/le coetane*, per il 21,3%.

Con il 37,7%, Internet è al primo posto tra le fonti principali di informazione (e ti pareva)sulle tematiche sessuali; a seguire i social media (25%)e le figure professionali (23%). 

Insomma, educazione sessuale sui social batte di sicuro educazione sessuale (non) ricevuta a scuola. 

Cosa ne penso io? Penso che se tale informazione/educazione/divulgazione è fatta da persone competenti in materia, i social sono un ottimo mezzo per arrivare ai ragazzi e ragazze più giovani.

Il problema è la mancanza di controllo e veridicità rispetto alle informazioni che le persone diffondono sui social e, finché si parla di jeans tutto ok, ma se si tratta di benessere sessuale mica tanto…

“Purtroppo ancora oggi la maggior parte delle informazioni inerenti la sessualità viene fornita da canali che non sempre sono ‘adeguati’. In particolare, il ricorso alla pornografia o ad un’idea di sessualità e di genitalità prestazionale e orientata alla performance non fanno che aumentare tabù, pregiudizi e stereotipi nocivi per tutti.” Sottolinea Cosmi.

benessere sessuale

Sex toys: gli alleati del benessere

Le proiezioni per il futuro mostrano un’intenzione positiva verso l’acquisto e l’utilizzo dei sex toys.

Circa la metà di chi conosce i sex toys dichiara di essere intenzionata a utilizzarli in futuro (il 49,4%): soprattutto persone tra i 18 e 44 anni, residenti nel centro Italia e nelle grandi città.

Tra il 35% degli utilizzatori, la maggior parte sono uomini dai 25 ai 44 anni e in coppia(il 65,4%degli utilizzatori di sex toys lo fa in una relazione stabile). In generale, l’utilizzo è più diffuso nelle grandi città del Nord Ovest, tra laureati e tra le classi più elevate.

In particolare, è interessante notare che le persone di genere maschile dimostrano di conoscere e di utilizzare i sex toys più di quelle di genere femminile (con percentuale di conoscenza 90,9% Vs. 85,5% e di utilizzo 40% Vs. 29,7%).

L’avresti mai detto?

Io si in realtà, dato che la maggior parte delle persone che mi fa una richiesta di consulenza rispetto ai sex toys sono all’80% uomini etero (anche se spesso, appunto, sono in cerca di toys per la coppia).

A oggi, le informazioni che gli/le italian* ricercano sui sex toys sembrano ancora riguardare il loro funzionamento, il che rivela l’importanza di accompagnare le persone al loro corretto utilizzo. Sia per l’informazione che per l’acquisto.

Proprio per questo motivo due anni fa ho attivato il mio servizio di consulenza totalmente gratuito.

Perché i sex toys ci fanno stare bene

Chi non utilizza i sex toys invece, riporta motivazioni legate alla carenza di educazione sessuale e di conoscenza del prodotto, mentre chi li utilizza testimonia diversi benefici per il proprio benessere sessuale, come il rendere il sesso più giocoso (37,2%) e più soddisfacente (35%), l’accendere la fantasia (34,8%), il rompere la monotonia (34,3%), fino anche alla migliore conoscenza di sé stess* (26,1%).

“I sex toys oggi possono essere considerati un valido aiuto per situazioni di riabilitazione (post-traumatiche, post-partum, etc.), possono essere impiegati come supporto per il trattamento di una disfunzione sessuale, ma ancora di più possono rappresentare un modo giocoso, ludico e assolutamente sicuro per conoscere se stess*, esplorarsi e aiutare l’altr* che ci accompagna nel meraviglioso viaggio alla scoperta della sessualità e della sensualità!” Conclude Cosmi.

 

E tu come stai?… Quale pensi sia il tuo livello di benessere sessuale? Se hai problemi legati alla sfera intima, provi vergogna a parlarne con professionist* del settore? Cosa avresti risposto alle domande poste al campione di persone intervistato?

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