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Ogni mese, attraverso PODCAST, RACCONTI EROTICI autobiografici, FOTO di nudo artistico, audio ASMR, ti accompagno in un viaggio nell’erotismo che ti permetterà di riconnetterti alle tue reali fantasie, per riaccendere il desiderio atrofizzato e viziato.

Ti faccio le domande giuste per aiutarti a risolvere le tue frustrazioni sessuali e relazionali, dando voce ai pensieri che non ti autorizzi a fare.

piacere e dolore

Quanto piacere c’è nel dolore e quanto dolore c’è nel piacere?

Molte persone pensano che il dolore e il sesso siano profondamente incompatibili.

Dopotutto, il sesso è basato sul piacere e il dolore non ha nulla a che fare con quello, giusto?

Forse no.

Per alcune persone in ambito sessuale dolore e piacere a volte possono sovrapporsi.

Le pratiche che implicano una sovrapposizione tra dolore e piacere sono spesso avvolte nel mistero e mitizzate, e le persone che ammettono di impegnarsi in “giochi violenti” affrontano ancora oggi uno stigma ben preciso.

Disclaimer: a meno che una persona non sia specificatamente interessata a provare sensazioni dolorose come parte della propria gratificazione sessuale, il sesso non dovrebbe essere doloroso.

Le persone possono provare dolore durante i rapporti per diversi motivi di salute e se sei tra quest* contatta un* professionista.

Mentre, gli adulti sani e consenzienti a volte cercano di provare sensazioni dolorose come un “booster” del piacere e dell’eccitazione.

Questo può essere parte di pratiche BDSM o semplicemente un kink occasionale per ravvivare la propria vita sessuale.

Ma come può realmente il dolore essere piacevole?

Secondo la teoria evolutiva, per gli essere umani e altri mammiferi, il dolore funziona come un sistema di allarme.

Eppure, fisiologicamente parlando, dolore e piacere hanno più cose in comune di quanto si possa pensare.

La ricerca ha dimostrato che dolore e piacere attivano gli stessi meccanismi neurali nel cervello.

Gridiamo quando soffriamo. Ma, stranamente, urliamo anche per il contrario del dolore: piacere intenso, sorpresa gioiosa, grande eccitazione.

Anche il pianto è innescato dagli opposti. Potresti piangere nel peggior giorno della tua vita e nel migliore. Matrimoni e funerali.

Una volta che cerchi reazioni paradossali, le vedi ovunque. 

Ridiamo di ciò che è divertente, ma ridiamo anche quando siamo ansiosi o imbarazzati.

Oppure considera le espressioni legate all’orgasmo. Assomigliano molto all’agonia.

Durante una ricerca, quando sono state mostrate fotografie dei volti delle persone durante l’orgasmo, i soggetti li hanno erroneamente identificati come volti di dolore circa il 25% delle volte.

I filosofi hanno a lungo apprezzato la curiosa relazione tra dolore e piacere. 

Platone descrive Socrate che si massaggia la gamba dolorante e dice: “Come sembrerebbe strana questa cosa che gli uomini chiamano piacere! E quanto curiosamente è legato a quello che si pensa sia il suo opposto, il dolore! … Se cerchi l’uno e lo ottieni, sei quasi sempre obbligato a ottenere anche l’altro.”

In questo senso, studi di laboratorio rilevano che dopo aver provato dolore, ad esempio immergendo una mano in acqua gelata, le persone riferiscono che le esperienze successive, come il gusto del cioccolato, sono più piacevoli. 

Vuoi una fetta di Sacher? Posso scioccarti un po’ prima che tu la mangi: avrà un sapore migliore!

piacere e dolore

Si scopre, quindi, che se pensi che qualcosa farà davvero male e fa male solo leggermente, la magia del contrasto può trasformare questo lieve dolore in piacere.

Sembrerà ovvio ma, lo specifico perché non per tutt* lo è, non otterrai questo effetto se il dolore diventa troppo intenso (per te).

In ogni caso il buon senso comune ci dice che le persone cercano il piacere ed evitano il dolore. 

Ma non è sempre così: varie attività comportano dolore, tra cui la corsa, i massaggi intensi, tatuaggi, piercing e pratiche BDSM (abbreviazione di bondage, disciplina, dominazione, sottomissione, sadismo e masochismo).

Il legame tra piacere e dolore è profondamente radicato nella nostra biologia.

Per cominciare, tutto il dolore fa sì che il sistema nervoso centrale rilasci endorfine, proteine che agiscono per bloccare il dolore e funzionano in modo simile agli oppiacei come la morfina per indurre sentimenti di euforia. (Che botta!)

Questo finché non entra in azione il centro di controllo del sistema nervoso, l’ippocampo. 

Questa parte del cervello a forma di cavalluccio marino risponde ai segnali del dolore ordinando la produzione dei narcotici del corpo, le endorfine. 

Le proteine si legano ai recettori degli oppioidi nel cervello e impediscono il rilascio di sostanze chimiche coinvolte nella trasmissione dei segnali del dolore. Questo aiuta a bloccare il dolore, ma le endorfine vanno oltre, stimolando le regioni limbiche e prefrontali del cervello, le stesse aree attivate da amore passionale e musica. 

È una scarica post-dolore simile allo sballo della morfina o dell’eroina, che si legano anche ai recettori degli oppioidi del cervello.

(Giuro, ho quasi finito di ripeterti a pappagallo tutto questo bla, bla, bla scientifico che ho imparato leggendo articoli medici).

Nel frattempo, il dolore provoca anche un picco in un altro degli antidolorifici del corpo, l’anandamide. 

Conosciuta come la “chimica della beatitudine”, si lega ai recettori dei cannabinoidi nel cervello per bloccare i segnali del dolore e indurre il piacere caldo e sfocato emulato dalla marijuana, che si lega agli stessi recettori. 

L’adrenalina, anch’essa prodotta in risposta al dolore, aumenta l’eccitazione aumentando la frequenza cardiaca.

E Sbam!

Si Tei, ok tutto chiaro, ma perché alcuni tipi di dolore sono piacevoli e altri semplicemente strazianti? 

Una teoria per spiegarlo è il “masochismo benigno”: ricercare il dolore mantenendo la consapevolezza che non causerà gravi danni. 

Ed è qualcosa che gli animali non sono in grado di fare.

Il dolore è un’indulgenza unicamente umana.

Il masochismo benigno è qualcosa che coloro che praticano il BDSM non troveranno sorprendente. 

Facciamo la differenza tra dolore “buono” e dolore “cattivo”. 

Un forte dolore indica che qualcosa non va bene, qualcosa a cui dobbiamo prestare immediata attenzione. Poi c’è un buon dolore che è piacevole. Ad esempio, quando la spalla inizia a tirare durante una sessione di Shibari.

Si pensa anche che la teoria spieghi perché cerchiamo e godiamo di altre esperienze intrinsecamente spiacevoli, come montagne russe che inducono paura o film horror/drammatici. 

Se un animale invece salisse sulle montagne russe, si spaventerebbe e non ci andrebbe mai più.

Comunque il legame tra piacere e dolore non è confinato solo al mondo del BDSM. 

Barry Komisaruk della Rutgers University, autore dello studio di imaging, pensa che ci sia un legame fondamentale tra il dolore e le vie dell’orgasmo.

Per gli esseri umani, quindi, sembra che il dolore e il piacere siano intrecciati da sempre.

Inoltre c’è anche un complesso fattore psicologico nel provare piacere tramite sensazioni di dolore. 

Prima di tutto, l’esperienza di dolore di una persona può essere fortemente dipendente dal contesto in cui si sviluppano gli stimoli dolorosi.

Provare dolore a causa di un coltello da cucina è un evento destinato a essere spiacevole.

Tuttavia, quando una persona sta provando dolore fisico in un contesto in cui sta anche vivendo emozioni positive, il suo senso del dolore in realtà diminuisce e cambia significato.

Quindi quando si fa sesso consensuale, le emozioni positive associate all’atto potrebbero attenuare le sensazioni di dolore derivanti da pratiche sessuali specifiche (spanking, waxing, shibari, schiaffi sul viso, rough sex in generale o altro).

piacere e dolore

C’è qualcosa di affascinante, magico ed inquietante allo stesso tempo nel ricevere dolore da una persona con la quale sei sentimentalmente/emotivamente/sessualmente coinvolt*.

E’ scientificamente provato che il gioco sadomasochistico consensuale accresce il legame tra partner e aumenta la fiducia emotiva reciproca.

Un altro motivo per impegnarsi in “giochi violenti” durante il sesso è quello dell’evasione: il dolore può facilitare una tregua temporanea o una fuga dalle responsabilità dell’età adulta, riducendo lo stress e le preoccupazioni quotidiane.

Bisogna anche tenere presente che le persone però possono sperimentare effetti psicologici negativi dopo aver utilizzato il dolore all’interno delle loro attività sessuali.

Tra i praticanti di BDSM questo effetto collaterale ha un nome specifico, ed è noto come “sub drop” e si riferisce ad esperienze di tristezza o depressione che possono insorgere immediatamente dopo una sessione o anche una volta passato qualche giorno.

Alla fine di prevenire o far fronte a questo genere di effetto collaterale, è importante pianificare in anticipo un buon “after care” (parlerò presto di questo in un mio futuro articolo).


Se decidi ti portare un po’ di dolore nel tuo piacere, va più che bene e non c’è nulla di sbagliato in te.

Assicurati solo di farlo nel modo giusto, senza oltrepassare i tuoi limiti e quelli della persona o delle persone coinvolte.

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