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Ti faccio le domande giuste per aiutarti a risolvere le tue frustrazioni sessuali e relazionali, dando voce ai pensieri che non ti autorizzi a fare.

spiaggia naturista

SEX REPORT: La mia prima esperienza in una spiaggia naturista

Istintivamente sono sempre stata attirata dall’idea di frequentare una spiaggia naturista. Amo il mare e amo stare nuda, quindi, cosa potrebbe non piacermi?

Oggi ho deciso di iniziare dalla fine: non penso che sentirò l’esigenza di replicare l’esperienza della spiaggia naturista.

Tei, ma come? Hai detto che ami il mare e anche stare nuda… quindi?

Ma poi, tutto qui? L’articolo è già concluso così?

No, ovviamente ora ti racconto la mia esperienza, i pro e i contro del naturismo al mare (secondo me), cosa ho vissuto in questa specifica spiaggia, le sensazioni delle persone che mi hanno accompagnata in questa nuova avventura e l’atmosfera che si respirava.

La spiaggia che ho scelto per vivere questo weekend senza costume insieme ad alcune persone del mio gruppo Telegram, è l’unica FKK della riviera romagnola.

(Il mio gruppo Telegram è uno spazio esclusivo, dove succedono cose bellissime, riservato alle persone abbonate al mio canale Patreon dal livello Basic 3euro/mese in su… se vuoi farne parte clicca qui.)

Come sempre, partiamo dall’inizio, cominciamo da chi non sa nemmeno cosa significhi FKK.

La sigla FKK viene dal tedesco “Frei Körper Kultur” che significa “cultura del corpo libero”. 

Le persone naturiste uniscono il corpo libero (da indumenti) alla natura.

Una visione primordiale e anche abbastanza romantica (come era forse la mia idea iniziale) che riporta quasi ad atmosfere da Laguna Blu.

Oltre a spiegarti il significato della sigla FKK che probabilmente troverai riportata in tutti gli ambienti naturisti che visiterai, trovo fondamentale chiarire brevemente la differenza tra nudismo e naturismo.

Il nudismo e il naturismo sono ben radicati nella cultura di diversi paesi europei, mentre sul territorio italiano non hanno ancora raggiunto lo stesso livello di diffusione, anche se negli ultimi anni tanti luoghi sono stati riconosciuti all’uso naturista. 

Sapevi che a Berlino, ad esempio, nel Tiergarten (parco pubblico vicino alla porta di Brandeburgo) si può (in maniera totalmente legale) prendere il sole nud*?

Una parte non trascurabile della popolazione italiana conosce la filosofia naturista, in quanto visita abitualmente destinazioni naturiste nei paesi vicini (appunto). 

Il nudismo è nato alla fine del XIX secolo in Germania ed ha preso subito piede in Inghilterra, Francia, Danimarca, Svezia e poi Spagna, Croazia e (come scrivevo poco sopra) davvero poco in Italia. 

Ma quindi Tei, qual è la differenza tra il nudismo e il naturismo? 

Si scusa, tendo sempre a divagare, lo so…

Il nudista è una persona a cui piace stare nuda in luoghi dove ciò non reca disturbo o imbarazzo ad altr*; per il naturista, invece, il nudismo è solo una parte della filosofia di vita che si basa sull’armonia degli uomini con la natura che li circonda. 

È fondamentale precisare che il nudismo e il naturismo non hanno NIENTE a che vedere con la trasgressione sessuale o l’esibizionismo.

E’ abbastanza chiaro questo ultimo punto?

spiaggia naturista

Durante le settimane che hanno preceduto il mio weekend naturista, quando su Instagram mi capitava di parlare dei miei piani, la domanda che ricevevo più spesso (e che ogni volta mi faceva cascare le ovaie) era sempre: e se mi capita di avere un’erezione?

Io un pene non ce l’ho, ma quello che posso dirti è che la spiaggia era piena di persone con il pene e nessun* di loro era in erezione.

Certo, fate proprio fatica a non sessualizzare in automatico la nudità…

Osservare tanti corpi nudi in una spiaggia può essere sicuramente divertente, curioso, interessante, ma a mio avviso di eccitante ha poco o niente.

Secondo me assistere alla nudità collettiva in un contesto del genere non fa che desessualizzarla nell’immediato.

Personalmente, vedere corpi nudi impegnati in classiche attività da spiaggia come nuotare, passeggiare, prendere il sole, giocare a racchettoni, non mi ha assolutamente fatta pensare al sesso.

Poi, magari, sono strana e anomala io… tutto può essere.

Trovo tra l’altro che il mostrarsi direttamente nud* senza nemmeno lo slip del costume a coprire i genitali, tolga un po’ quella forma di curiosità morbosa che possono avere le persone quando al mare o in piscina si ritrovano a scrutare ai raggi x i corpi degli altri.

Praticando naturismo, i genitali altrui ti vengono “sbattuti in faccia” (in certi casi anche in senso letterale se non c’è abbastanza spazio tra un ombrellone e l’altro ahaha), non c’è niente da scoprire o da immaginare.

E non è proprio il famoso “vedo non vedo” uno dei pilastri dell’eccitazione e dell’erotismo? Cosa c’è di tanto intrigante in peni e vulve esposte al sole in posizioni scomposte, a tratti ineleganti o addirittura buffe?

Ho potuto osservare un uomo (probabilmente anche piacente) mentre prendeva il sole in una posizione in cui il suo scroto appariva decisamente buffo ai miei occhi.

Ritengo che il corpo nudo, se non messo in posa o erotizzato da determinati atteggiamenti o dal contesto specifico, non sia assolutamente sensuale a livello intrinseco.

Il corpo nudo non è altro che un corpo nudo.

Durante i giorni precedenti alla mia prima esperienza nella spiaggia naturista del Lido di Dante (Ravenna), mi sono interrogata su come avrei fatto a sentirmi sexy.

Si, in qualche modo credo che in automatico, comunque, quando vado in spiaggia o in altri luoghi pubblici, io voglia sentirmi attraente e ho pensato che totalmente nuda non mi ci sarei mai sentita.

Pratico topless da un paio di anni e l’ho praticato anche per un lungo periodo in passato, scegliere anche solo un piccolo slip da “abbinare al mio seno nudo” mi ha comunque sempre fatta sentire bella.

Il costume, credo, oltre ad essere un semplice indumento per coprire il nostro corpo, serve ad adornarlo, esprimere la nostra personalità, evidenziare uno status sociale attraverso la scelta di un Brand specifico, (per alcune persone) esaltare quelli che crediamo essere i nostri pregi e minimizzare i difetti.

Come sarei riuscita a fare tutto questo rimanendo completamente nuda? Come mi sarei sentita?

Amo stare nuda, non ho particolari problemi con questo, ma l’ho sempre fatto nell’intimità di casa mia e del mio giardino, dove (appunto) non mostrandomi a nessun*, non sento nemmeno l’esigenza di dovermi percepire attraente.

Eh si… non raccontarmi la storiella del “bisognerebbe farsi bell* per sé, non per gli altri”.

Ma tu, onestamente, quanto credi davvero cureresti il tuo aspetto estetico se vivessi su un’isola deserta? Sentiresti questa esigenza o in fondo ti occuperesti giusto del tuo igiene personale base? (Alcun* manco di quello secondo me).

Si, ci si cura anche per sé stessi, ma soprattutto per le persone che ci stanno attorno… non raccontiamoci cazzate.

Atterrando nella spiaggia naturista di Lido di Dante, mi sono quasi subito resa conto di non essere l’unica a sentire l’esigenza di rendere il mio corpo più attraente attraverso indumenti o altro.

Mi è subito balzato agli occhi il fatto che tante persone indossassero gioielli, piercing su genitali e/o capezzoli, make up ecc.

Quindi: ok senza costume, ma non senza accessori.

Tali accessori erano, a mio avviso, molto più presenti, sui corpi attorno a me, rispetto ad altri corpi in qualsiasi altra spiaggia italiana.

Allora vedi che non sono l’unica che si fa bella non solo per sé?

spiaggia naturista

Ne ho parlato confrontandomi con i miei/le mie compagn* di avventura e ci siamo ritrovat* a paragonare questa ricerca estetica al modo che hanno di adornare i loro corpi le persone appartenenti a determinate Tribù, dove generalmente ci si copre poco o niente.

Ma ok, sto divagando di nuovo… oggi proprio ad andare in ordine non ce la faccio e ti cucchi questo articolo disordinato e ricco di spunti così com’è.

Tei, ma come ti è venuta questa idea di condividere l’esperienza in spiaggia naturista con persone del tuo gruppo Telegram? E come è stato spogliarsi tutt* insieme? Chi era con te aveva già fatto cose simili? Avevi già visto nude queste persone?

Calma, calma ora rispondo a tutte le tue domande.

Nell’ottica dell’esplorazione da Sex reporter di tutte le esperienze/eventi/luoghi legat* a sesso, relazioni, corpi che posso conoscere, la spiaggia naturista mi è sempre sembrata una tappa obbligatoria da mettere nel mio elenco da spuntare.

In questo caso sicuramente non sarebbe stata un’esperienza interessante da fare in completa solitudine e, in generale, adoro sempre la condivisione.

Guardandomi attorno, mi sono resa conto di non conoscere nessun* nella mia cerchia di amicizie più strette che sarebbe stat* interessat* a trascorrere un weekend in una spiaggia naturista.

Ho quindi deciso all’istante che, come ho fatto per aperitivi o altro genere di eventi, l’avrei proposto ai membri del mio (ormai affiatatissimo) gruppo Telegram.

Oh Tei… così finalmente qualcun* ha potuto vederti la figa!! Evviva!

Come dici? Come è stato spogliarsi tutt* insieme?

Siamo arrivat* per un primo assaggio, alla spiaggia naturista del Lido di Dante, il venerdì pomeriggio.

C’era poca gente per via del cielo coperto e dei tuoni che rimbombavano in lontananza, ma noi ci siamo comunque volut* lanciare in un aperitivo (ovviamente portato da casa, dato che il primo Bar è davvero distante e non naturista) sulla sabbia.

C’è stato un attimo di tentennamento collettivo al momento di togliere i pezzi sotto del costume (chi più e chi meno), si sentiva nell’aria un’atmosfera da “via il dente e via il dolore”.

Appena tutt* ci siamo sfilati quel pezzo di stoffa che ci separava dalla nostra esperienza naturista, è iniziato il ridicolo “balletto” alla ricerca della posizione più naturale da assumere senza sembrare in imbarazzo, ma anche senza dover mostrare troppo i nostri genitali agli altri.

Si, è stato strano. E si, un piccolo pezzo di stoffa fa tantissima differenza.

E lo dico io che generalmente vado in spiaggia indossando davvero un singolo, striminzito slip a perizoma che lascia davvero poco spazio all’immaginazione.

Mi sono sentita nuda…

Cosa dici? Ah ero nuda?

Si, hai ragione.

Il punto è che mi sentivo “nuda” inteso più come “disarmata”. Disarmata dalle mie solite armi seduttive, con i genitali esposti al giudizio di tutt*, nessun tessuto a coprire eventuali cicatrici, peli, imperfezioni.

Tei, ma tu hai un corpo così conforme… 

Si, è vero, eppure non è stato per niente facile.

Tra le persone del mio gruppo Telegram che erano con me nella spiaggia naturista, solo 4 su 7 avevano già vissuto esperienze di questo tipo (3 uomini e 1 donna).

Se li avevo già vist* totalmente nud*? Mmmm direi di no, solo alcun* di loro per breve tempo e di sfuggita all’interno di spogliatoi prima di entrare a qualche Play Party insieme, in ogni caso, di certo non per un tempo così prolungato e con un’esposizione dei genitali così evidente.

E il secondo giorno di spiaggia naturista è stato più facile?

Si, per me lo è stato.

C’era il sole (quindi la mia dimensione naturale), molte più persone (essendo sabato) e mi sono sfilata gli slip senza pensarci due volte.

Sembra strano da dire, ma la spiaggia più frequentata rispetto al giorno precedente, mi ha aiutata a sentirmi meno a disagio.

A mio avviso, se ti ritrovi circondat* da persone totalmente nude e a loro agio è più semplice imitarle senza sentirti stran*.

Tei, com’è in particolare la spiaggia naturista di Lido di Dante?

In generale, le spiagge della Costa in corrispondenza di Ravenna tendono ad essere mediamente selvagge, anche i pochissimi stabilimenti di Lido di Dante sono (rispetto a quelli di Rimini, Riccione o Pesaro) molto “basic” e scarsi per quanto riguarda la qualità dei servizi.

Sembrano essere rimasti un po’ agli anni 70, li definirei stabilimenti decisamente vintage, non dico brutti, ma dipende esattamente da cosa si cerca.

Alla spiaggia naturista locale si accede o tramite la lunghissima pineta che costeggia la Costa, o dallo stabilimento principale preceduto da un grande parcheggio a pagamento.

Sia se decidi di accedere da un lato o dall’altro metti in conto di camminare almeno una decina di minuti (forse di più) e portati dietro uno spray antizanzare se scegli la via della pineta.

Le spiagge libere del litorale ravennate, come ti dicevo, sono totalmente prive di infrastrutture e selvagge nel senso che, sono presenti ovviamente le torrette dei bagnini di salvataggio, ma per il resto non c’è nulla: no doccia, no bidoni, no bar.

La sabbia è granulosa e spessa, non particolarmente chiara e sulla spiaggia sono presenti tantissimi tronchi, rami, canne di bambù che vengono usate dalle persone per la costruzione di capanne utili a ripararsi dai raggi solari (cosa che ho trovato anche molto bella da vedere).

Attenzione le spiagge libere al Lido di Dante sono tante, ma la pratica del naturismo è consentita esclusivamente nelle aree segnalate da un cartello. 

spiaggia naturista

Nello specifico, a partire dal primo fine settimana di giugno al secondo fine settimana di settembre nel tratto di spiaggia denominato AREA 1; dal 15 luglio o 1 agosto (a causa dell’andamento stagionale delle nidificazioni, su disposizioni dell’organismo di gestione, Carabinieri per la Biodiversità) al 10 settembre nel tratto di spiaggia denominato AREA 2 (spiaggia naturista della Bassona dove appunto stagionalmente nidifica un uccello conosciuto come Fratino).

La zona della Spiaggia della Bassona mi è stata narrata da alcuni frequentatori abituali come un vero paradiso ancora più selvaggio, dove sentirsi realmente immers* nella natura.

Io di questa famigerata Bassona ho potuto solo osservare la fitta vegetazione dalla staccionata che divide l’area 1 dall’area 2.

Mi hanno raccontato che è assolutamente vietatissimo oltrepassare quel limite durante i periodi della nidificazione e, ovviamente, non mi sono permessa di contravvenire.

Certo che potevano scegliere un periodo più fresco per chiavare, sti uccelli… 

Credo che nella spiaggia naturista del Lido di Dante si sia creata, in modo totalmente naturale e spontaneo, una sorta di suddivisione in zone, che non balza subito all’occhio a chi accede all’area per la prima volta, ma si intuisce dopo una prima fase di osservazione se si sanno cogliere le “regole” non scritte.

Provo a semplificarti in breve le zone non delimitate che abbiamo notato io e il mio gruppo.

Nella prima parte della spiaggia (quella sul versante dello stabilimento balneare) c’è la zona delle persone che sicuramente praticano naturismo da diverso tempo, fascia di età più alta o anche famiglie con bambini e adolescenti.

Persone che amano in tutta semplicità prendere il sole nud*, potersi fare il bagno in santa pace senza dover indossare il costume. 

Attenzione, se vuoi indossare il costume comunque nessuno te lo vieterà, ma di sicuro potresti sentirti un minimo osservat*.

Nella parte centrale della spiaggia (dove ci siamo piazzat* noi), secondo me c’era un po’ di tutto, la fauna naturista rilassata si mischiava con qualche sciacallo (uomini singoli in cerca di coppie con cui poter interagire sessualmente una volta calato il sole), di sicuro qualche guardone e infiltrati vari.

Infine, nell’ultima parte (quella vicina alla staccionata che delimita la zona di nidificazione del Fratino) c’è il “gay spot”.

Nessun* ti vieta di stendere il tuo telo da mare in quella zona ovviamente, ma una sorta di “selezione naturale” fa in modo che sia il punto di ritrovo di soli uomini gay.

Ok Tei, finora tutto molto chiaro, ma quindi cosa non ti è piaciuto e non ti fa venire voglia di replicare l’esperienza della spiaggia naturista?

Allora, diciamo che, come in tutte le esperienze ci sono state cose che ho apprezzato e altre meno.

Non ho amato la presenza di quelli che ho denominato “sciacalli”, perché probabilmente speravo che, anche nel nostro Paese, fosse possibile cogliere e comprendere la vera essenza del naturismo che niente ha a che vedere con il sesso.

L’equazione spiaggia naturista = luogo dove trovare persone interessate allo scambismo a me non va proprio giù, quindi la mia esperienza è stata (quasi di sicuro) inquinata dal contesto.

Probabilmente all’estero, dove il naturismo è vissuto in maniera credo più “pura”, la mia prima volta sarebbe stata differente.

Io che sono una lucertola, non ho amato il fatto che, nonostante la crema 50+, prendere il sole in zone che il sole non l’hanno mai visto, non è così semplice (fidati di me, potrebbe servirti addirittura la protezione 100 in certe parti del corpo!).

Sentire la sabbia a contatto con i genitali non è stata una bella sensazione per me e continuo a preferire e trovo più igienico l’utilizzo dello slip.

Non ho amato alcuni sguardi (che purtroppo sono già abituata a ricevere in spiagge non naturiste) e il fatto che mi siano arrivati anche apprezzamenti non richiesti a voce alta.

In qualche modo, forse, l’ho trovato ancora più inopportuno che in una spiaggia tradizionale, ma questo probabilmente è un sentire mio.

I commenti/complimenti non richiesti o il cat calling sono sempre molestie aldilà di ciò che si indossa o non si indossa e dove ci si trova.

Fin qui ti ho elencato le principali cose negative, ma ora voglio anche dirti cosa invece ho apprezzato.

Mi è piaciuta molto la sensazione del poter fare il bagno nuda e non rischiare di perdere il costume per via delle onde violentissime che c’erano quel weekend.

Io e K. abbiamo riso a lungo realizzando che le “onde smutandanti” non avrebbero mai potuto avere la meglio su di noi, non questa volta!

Ho amato il fatto di condividere un’esperienza così nuova e particolare con persone interessanti e molto diverse tra loro.

Le esperienze collettive e condivise secondo me sono sempre più potenti di quelle individuali, si portano dietro un pezzo in più (ovviamente questa è la visione).

In conclusione, lo so che ti aspettavi da me che il naturismo mi piacesse, eppure, dopo essermi concessa una settimana per riflettere su questa ultima esperienza, mi rendo conto che stare nuda mi piace e continuerà a piacermi molto, ma non sento assolutamente l’esigenza di farlo in un luogo pubblico.

Credo che, per il momento, mi terrò stretta il mio topless.

Ho sempre legato il concetto di naturismo ad un voler vivere un’esperienza effettivamente più a contatto con la natura, ma non indossare gli slip del costume, in fondo, non mi ha fatta in alcun modo sentire più immersa nel paesaggio attorno a me.

Probabilmente, se dovessi ritrovarmi in qualche splendida spiaggia paradisiaca e sperduta, anche in quel caso indosserei gli slip e poi li sfilerei solo per farmi un bel tuffo in libertà.

Perché prendo il sole in topless?

La risposta è molto semplice, banalmente per non avere segni del costume sul décolleté.

Eh, lo so… da me ti aspettavi una risposta più complessa, ma è davvero solo questo il motivo.

Non è voglia di apparire (quindi no, non apprezzo gli sguardi insistenti ed indiscreti sul mio seno mentre sono al mare), è solo una banale questione di abbronzatura.

In fondo, sono un’esteta…

 

E tu, il costume lo tieni o lo togli quest’estate?

Quali sono o quali sarebbero i tuoi motivi per praticare naturismo?

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