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cibo e sesso

Dimmi come mangi e ti dirò… cibo e sesso sono davvero collegati?

Forse non lo sai, ma comportamento sessuale e alimentare sono co-localizzati sia anatomicamente che biochimicamente e attivano le stesse aree del cervello.

“Il buon cibo porta al buon sesso… come dovrebbe.” diceva lo Chef Anthony Bourdain.

Personalmente, basandomi solo sulla mia esperienza, senza aver fatto nessun tipo di approfondimento scientifico, ho sempre pensato che le persone che non apprezzano particolarmente il cibo non siano molto passionali a letto.

In qualche modo ritengo che l’approccio che abbiamo a tavola dica molto sulla nostra visione del sesso.

Sicuramente mi smentirai e ci saranno delle eccezioni là fuori, ma non ho mai incontrato una persona schizzinosa che poi sapesse scopare come piace a me.

Il sesso non è certo una materia per persone schizzinose, ci sono fluidi corporei, odori, imprevisti indesiderati di ogni genere.

Il sesso è sporco e disordinato, se no non è sesso.

E con sporco non sto dicendo che lo devi fare tra lenzuola luride o in uno sgabuzzino delle scope, ma in ogni caso il sesso rimane un’attività dove “sporcarsi” è da mettere assolutamente in conto.

Tempo fa, durante una seduta di psicoterapia, la mia terapista, riferendosi al mio primo Blog (datato 2012) mi ha detto: Beh, vedi Tei, volevi già parlare di sesso, ma ancora non eri pronta, allora lo facevi parlando di cibo. Sapevi che sesso e cibo attivano le stesse aree del cervello? Vatti a leggere qualcosa sull’amigdala…”

cibo e sesso

Si, nel 2012 avevo un Blog di cucina e fotografia che si chiamava “Cibocentrica” e già allora pensavo che tra cibo e sesso ci fosse un collegamento impossibile da ignorare.

Dopo che la mia terapista mi ha messo la pulce nell’orecchio, sono ovviamente andata a fare qualche ricerca online più approfondita e ho scoperto che il comportamento sessuale e quello alimentare sono co-localizzati sia anatomicamente che biochimicamente. 

Neurotrasmettitori come la serotonina, per esempio, esercitano azioni importanti su entrambi. 

La comune sede ipotalamica e l’utilizzo di identiche molecole non è nemmeno l’unico legame tra i due.

Non voglio annoiarti con troppo Bla Bla Bla scientifico che non mi compete, dato che sono tutte cose che puoi andarti a cercare tranquillamente in autonomia.

Quello che mi interessa fare in questo articolo è una riflessione più personale, una sorta di analisi di ciò che hanno di simile tra loro cibo e sesso.

Ma prima di passare a questo, aspetta un attimo e immaginati la scena: sei sfinit* dopo una giornata passata fuori casa, capiti davanti al nuovo ristorante che ha aperto nella tua Via, ti siedi e, mentre prendi il menu, la cameriera ti passa dietro con un piatto di risotto allo zafferano. 

Il suo profumo ti colpisce come una mazza da baseball dietro la testa.

Senza controllo, senza direzione, i ricordi degli anni passati varcano la soglia della tua mente come testimoni di Geova indesiderati. 

Non avevi più pensato a quella vecchia storia di sesso e passione avuta dieci anni fa.

Chiudi gli occhi e ti immergi nella calda sensazione dei sottili piaceri ricordati. 

Ma come può un semplice profumo scatenare un simile tsunami psicologico?

cibo e sesso

Ebbene, sembra che il cibo e il sesso siano stati i migliori compagni di stanza da quando esistono il cibo e il sesso; vale a dire praticamente da sempre. 

Di tutti i sensi, solo il gusto e l’olfatto sono prevalentemente cablati direttamente nel nostro cervello. 

Circa l’85% del gusto viene modulato attraverso l’olfatto (ecco perché quando hai il raffreddore non senti il gusto del cibo che mangi). 

Anche se consideriamo la nostra lingua la sede del gusto, la verità è che solo il 10% circa è dedicato al salato, al dolce, all’acido, all’amaro e all’umami

L’olfatto è unico tra i nostri sensi. Mentre tutti gli altri sensi vengono filtrati attraverso il sistema limbico, in particolare il talamo, l’olfatto è mediato dai neuroni olfattivi. 

Oltre all’altra connessione diretta al sistema nervoso centrale, l’olfatto interagisce anche con il sistema limbico. 

Il sistema limbico è il nome collettivo delle strutture del cervello umano coinvolte nelle emozioni, nella motivazione e nell’associazione emotiva con la memoria. 

Il sistema limbico contiene diverse strutture distinte. C’è il talamo, l’amigdala, l’ippocampo e l’ipotalamo che funziona rispetto al rilascio di ormoni in risposta alle emozioni.

È qui, in questa corteccia inferiore dei bisogni carnali e dei neuroni, che cibo, sesso, memoria ed emozioni si incontrano, si scontrano, si fondono e si congiungono. 

Lo capiamo anche a livello subliminale (come ho sempre fatto io fino ad oggi). 

I percorsi e i meccanismi esatti attraverso i quali si formano queste interrelazioni non sono noti, ma non ci sono dubbi sulla loro esistenza. 

Il cibo è più che nutrimento, è un’esperienza umana che definisce. Va oltre la mera soddisfazione dei bisogni fisiologici. 

E, come ogni esperienza, spesso, è migliore se condivisa (ma non sempre e non necessariamente).

A mio avviso, dare da mangiare a qualcun* è uno dei modi più diretti e intimi per trasmettere qualcosa di noi stess* all’altr*. 

Cucinare per qualcun* è un atto d’amore e un potente strumento di comunicazione (anche quando non siamo dei super o delle super Chef).

Cibo e sesso sono collegati attraverso emozioni piacevoli. 

cibo e sesso

È anche per questo che i rigori della restrizione e della privazione delle diete, spesso alla fine falliscono. 

La cena romantica, tra l’altro, è ancora una delle forme di “terapia” più consigliate alle coppie. 

La combinazione di buon cibo, bella esperienza, emozioni positive e creazione di ricordi, si presta naturalmente all’obiettivo potenziale di arrivare a fare insieme del buon sesso (sempre che non vi abbuffiate troppo che poi vi viene sonno). 

Il cibo ed il sesso, come dicevamo, sono parenti stretti, nel senso che hanno molto in comune, anche se non sempre riescono a stare bene insieme: per prima cosa rappresentano dei piaceri intensi ed appaganti, naturali e abbastanza abbordabili per tutt* (anche se vi sono, purtroppo, molte differenziazioni riguardo alla qualità e alla quantità in cui essi sono fruibili nelle diverse zone del mondo e nei diversi ceti sociali).

C’è poi un altro aspetto simbolico che li lega, ovvero la socialità: si mangia e si fa sesso insieme ad altre persone (a volte anche in contesti estremamente affollati!!); se non c’è condivisione, entrambi i comportamenti non sono purtroppo ben visti. 

Penso allo stigma e alla generale condanna che c’è sull’autoerotismo, quanto al detto popolare “chi mangia da solo si strozza” (spoiler: non è così per fortuna).

Io, tra l’altro, adoro mangiare da sola… e anche masturbarmi da sola.

Infine, il discorso dell’autocontrollo: le regole sociali ci dicono che è lecito mangiare, ma non sempre, non tanto quanto vorremmo, non in tutti i momenti, non in tutti gli ambienti. 

Allo stesso modo accade per quanto riguarda la sessualità, anch’essa in costante oscillazione fra libertà e repressione, tra pulsione e controllo.

Un’altra considerazione è legata alla storia dell’umanità.

Il cibo ed il sesso sono stati, per millenni, fondamentali per garantire la sopravvivenza della specie: se non mangiamo ci ammaliamo, moriamo; se non facciamo sesso non ci riproduciamo. 

Dunque, in assenza dell’atto del mangiare, come di quello legato al rapporto sessuale, l’essere umano non avrebbe potuto vincere la sfida per la sopravvivenza.

Oggi, paradossalmente, le cose funzionano molto diversamente. 

cibo e sesso

Con una sola eiaculazione maschile si possono, teoricamente, fecondare tantissime persone di genere femminile attraverso la conservazione dello sperma in apposite celle frigorifere (il che, in futuro, potrebbe cambiare radicalmente le abitudini delle coppie). 

Lo stesso vale per il mangiare: con pochi alimenti ipercalorici ed integratori chimici, siamo veramente arrivati a mangiare ‘pillole’ anziché spaghetti.

Anche se io su questa proprio non ci sto! Datemi i miei cazzo di spaghetti!! (Da leggere con l’accento di Filippo Nardi nel confessionale del Gf ai tempi che furono…).

Tempo fa, nel mio gruppo Telegram, dopo la condivisione di un post scritto da un’educatrice sessuale, è venuto fuori anche il tema della correlazione tra disturbi alimentari e patologie sessuali, stereotipie, compulsioni o altro.

Nulla di più reale.

Venire in contatto con questa informazione, tra l’altro, mi ha fatta riflettere sul  periodo adolescenziale in cui ho sofferto di anoressia, ed effettivamente, la mia vita sessuale dell’epoca era stata notevolmente scossa da quel disturbo.

Sempre parlandone con la mia terapista, ho avuto conferma che le persone anoressiche rinunciano volentieri sia alla sessualità, sia al cibo, mentre i soggetti bulimici si concedono grandi abbuffate e relazioni di coppia marcatamente sessuali, delle quali inevitabilmente si pentono, solo che, al contrario di quanto fanno col cibo, non possono completamente espellerle.

Poter “vomitare fuori qualche persona” dalla nostra esistenza, a volte, sarebbe proprio utile.

Gli attacchi di fame di chi soffre di bulimia hanno un forte significato simbolico: riempiono un vuoto affettivo, placano l’angoscia, cercano una soddisfazione socialmente più accettata rispetto a quella illecita che spesso il sesso rappresenta. 

Chi soffre di disturbi alimentari spesso deve combattere contro ossessioni segrete, intorno alle quali costruisce e regola la sua esistenza (Della Ragione e Menarelli, 2013).

In tutto ciò, dovendo scegliere se dare la priorità al piacere del sesso o a quello del cibo, i ricercatori hanno notato molte differenze fra i due generi. 

Qualche tempo fa fece scalpore, in Inghilterra, un sondaggio nel quale si chiedeva a mille inglesi a quale piacere non avrebbero mai rinunciato: le donne misero in cima alla lista il cioccolato e solo in seconda posizione il sesso. 

Gli uomini, invece, dichiararono che mai avrebbero rinunciato al sesso ed in seconda istanza all’alcol.

(Grazie al ca… Leggiti il mio articolo sull’orgasm gap e poi ne riparliamo.)

Sicuramente rimane solo un sondaggio, ma è un fatto che fa pensare molto, non solo alle differenze organiche e psichiche che potenzialmente ci sono fra i due generi, ma anche sulle differenze di aspettative e di soddisfazione dei bisogni esistenziali che orientano le persone verso una strada o l’altra.

 

Comunque, in tutto ciò, io avrei scelto gli spaghetti…

E tu?

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