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le brave ragazze

Cosi’ fan tutte… le brave ragazze

Siamo abituati a vedere il mondo secondo gli aspetti del dualismo: bene, male, bello, brutto, buono, cattivo. Quando cerchiamo di definire delle qualità, il nostro cervello in automatico fa una comparazione tra qualità opposte per spiegare le caratteristiche di qualsiasi oggetto o situazione.

Oggi come oggi dare a qualcuno della “brava ragazza” deve essere letto come un’offesa o un complimento?

D’istinto viene da dire: un complimento!

Ma cosa significa brava ragazza? 

Ho scavato nei meandri dei forum femminili per te (peccato che yahoo answers abbia chiuso proprio qualche giorno fa!) e ho rilevato che, oltre ad attitudini varie legate a livello di studi, uso di droghe, linguaggio; la tematica cardine che scinde le brave dalle cattive ragazze è sempre il loro rapporto con il sesso.

Nel libro “La maledizione della brava ragazza” di Rachel Simmons, l’autrice fa un vero e proprio elenco di caratteristiche che definiscono le due tipologie di ragazze.

Te ne riporto alcune.

La brava ragazza:

  • Silenziosa
  • Riservata
  • Studiosa
  • Non esprime opinioni personali
  • Versatile
  • Obbediente
  • Non veste succinta
  • Corretta
  • Ha un sacco di amici
  • Educata
  • Entusiasta
  • Generosa
  • Gentile
  • Fidanzata
  • Intelligente
  • All’antica
  • Popolare
  • Capelli naturali
  • Poco truccata
  • Organizzata
  • Esile
  • Segue le regole
  • Non si arrabbia
  • Normale
  • Accomodante con tutti
le brave ragazze

La cattiva ragazza:

  • ha dei Piercing
  • Capelli tinti
  • Litigiosa
  • Infrange le regole
  • Insolente
  • Dice parolacce
  • Non ha rispetto di sé
  • Ascolta musica ad alto volume
  • Eccentrica
  • Orgogliosa
  • Non si cura di quello che pensa la gente
  • Festaiola
  • Occhi truccati
  • Dice le bugie
  • Orgogliosa
  • Indossa vestiti appariscenti
  • Parla a voce alta
  • Egoista
  • Dice quello che pensa
  • Spesso al centro dell’attenzione
  • Ribelle
  • Troia

 

Le cattive ragazze vengono disegnate come il ritratto del fallimento femminile, un rifiuto estremo della femminilità, tutto ciò che a una ragazza viene detto di non essere sin da quando è bambina. 

“Costituisce l’eccezione, con una pessima reputazione, nessuno status sociale, e pochi amici.

Eppure è anche indipendente e autentica: la cattiva ragazza è schietta (dice quello che pensa) e padrona di sé (orgogliosa), pronta a correre dei rischi (infrange le regole) e a esprimere un pensiero critico (eccentrica, ribelle, non si cura di quello che pensa la gente).

Non ha problemi nel comandare (al centro dell’attenzione).” 

Ma, in fin dei conti, la cattiva ragazza non è altro che un’emarginata; un esempio, un monito per le brave ragazze di quanto succede se non si seguono le regole. 

Essere cattiva è il suicidio sociale per antonomasia: una bocciatura grave in “femminilità”.

Dunque, nonostante le lotte femministe degli anni ‘70, gli stereotipi sono duri a morire. 

Adesso noi donne sembriamo in grado di esprimere il nostro pensiero, ma il giusto, e sempre a nostro rischio e pericolo. 

Come donna devi impegnarti, ma senza importi. Discutere con gli altri, ma sempre con garbo. Essere qualcosa, qualsiasi cosa tu desideri… un’astronauta, il Presidente degli stati uniti, un premio Nobel per la Pace, si, ma senza esagerare che non sta bene essere arriviste.

le brave ragazze

Ma mi chiedo, chi è stato il primo (si, parlo al maschile) a decidere come debba comportarsi una brava ragazza?

Ora che abbiamo divagato tantissimo (o forse no), individuando tutte le sfumature che definiscono le cattive e le brave ragazze, torniamo al fulcro: il loro rapporto con il sesso.

La brava ragazza, sessualmente, oggi viene probabilmente incarnata dalla categoria che sui social è conosciuta come “vanilla sex”.

Cioè qualcuno che ha una relazione “normale” (?), fa sesso in modo “normale”, non ha particolari perversioni, non ha avuto troppi partner sessuali (quanti sono troppi??), ah ovviamente è etero.

La cattiva ragazza, la incaselliamo invece nella categoria “kinky sex”. Spesso single, aperta alla sperimentazione sessuale, riesce a vivere il sesso anche senza legarlo per forza all’amore, può avere un orientamento sessuale dubbio (?).

Ma perché è cattiva? Le donne, le vere donne (?) non amano il sesso e non mostrano il loro corpo.

Al limite usano il sesso come merce di scambio all’interno della relazione (e questo si che è un comportamento virtuoso), perché vittime di un costrutto sociale che non permette loro di liberarsi dallo stigma sessuale imposto.

Come può, quindi, una ragazza che ama se stessa, ha il coraggio di dire ciò che pensa, si espone correndo dei rischi quando è necessario, conosce il suo corpo, vive la sessualità in maniera positiva e senza tabù, essere considerata una persona cattiva?

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