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kinky party

SEX REPORT: Le Prisionner Club – ti racconto il mio primo Kinky Party

Cosa succede davvero ad un Kinky Party? Quali sono le regole da seguire? Ti parlo della mia prima esperienza al Prisionner Club di Brescia.

Dopo l’entusiasmante e intensissima giornata di workshop e laboratori all’interno dell’evento Live Positive di Brescia organizzato da Davide La Greca, lo stesso locale ha ospitato una serata a tema bdsm/kinky.

Tei, ma tu sei mai andata ad un kinky party prima?

No.

In passato ho solo frequentato molto marginalmente l’ambiente scambista bazzicando di tanto in tanto qualche Club.

Beh, ma non è più o meno la stessa cosa?

No.

Ok, ok lo so, oggi sono ermetica… ma facciamo un passo indietro e partiamo dall’inizio, perché mi interessa davvero farti capire cosa succede ad un Kinky Party, quali regole bisogna rispettare e anche la differenza di atmosfera, dinamiche e valori tra una serata di questo tipo e quella che puoi viverti in un Club Privé frequentato generalmente da persone scambiste.

Premessa: non credo che un Kinky Party sia meglio di un Club Privé per scambisti (o viceversa), semplicemente devi solo puntare a capire quello che è meglio per te.

Ma dicevamo che volevo partire dall’inizio no?

Quindi tieniti pront* perché ora ti porto con me all’interno del mio primo Kinky Party.

La giornata di laboratori ed esperienze legati all’evento Live Positive 2022 termina attorno alle 19, tutti i partecipanti vengono invitati a lasciare libero il locale che dovrà poi essere allestito per la serata che si terrà dalle 21 in poi.

Io e S., una ragazza del mio gruppo Telegram che ha deciso di partecipare con me all’evento, abbiamo appuntamento per cena con M., una mia follower della zona che non ho ancora mai incontrato prima dal vivo.

Si prospetta una tranquilla cenetta tra donne a parlare beatamente di film romantici e make up…

Ci stavi quasi credendo eh?

Con i nostri insospettabili outfit (tuta comoda e sneakers) ci rechiamo al ristorante che avevamo scelto insieme nei giorni precedenti, e davanti ad un galletto piccante fenomenale e una valanga di patatine fritte iniziamo dopo poco a parlare di sesso tra ff, strap on e tanto altro.

Si… proprio film romantici e make up.

Cosa c’è di più bello del poter parlare in modo estremamente esplicito di sesso mentre si sta a tavola? Per me sesso e cibo sono decisamente collegati, ma vabbè non divaghiamo che mi sta già venendo fame… di cosa è poco importante.

Finita la nostra cenetta al femminile infarcita di argomenti v.m. 18, raggiungiamo per tempo il Prisionner Club.

Inizio a chiedermi quanto mi apparirà diverso senza la luce del giorno e pieno di persone mai viste prima. 

Quali e quanti volti ritroverò tra quelli che erano presenti ai workshop? 

Riuscirò a riconoscerli o mi sembreranno altre persone?

Dettaglio importantissimo: ad un Kinky Party non ci si presenta in tuta.

E quindi Tei, dove ti sei cambiata? Al ristorante?? In macchina???

No.

Generalmente, in questa tipologia di locali, viene adibita una zona spogliatoio, quindi, una volta pagato ingresso più tessera associativa, si può tranquillamente accedere “in incognita” e cambiarsi lì.

Lo spogliatoio è misto, ma nessuno ti sessualizzerà mentre ti cambi, ne ci proverà con te.

Tei, quanto costa partecipare ad un Kinky Party? C’è una selezione per entrare?

Il prezzo ovviamente dipende dal locale, entrare al Party del Prisionner Club di Brescia costava 20euro (tessera associativa esclusa).

La cosa che mi ha colpita più positivamente, rispetto alle politiche attuate dai Club Privé scambisti, è la democraticità del costo di ingresso: il Prisionner non pratica gendered pricing.

Qui le persone non sono trattate come merci/prede, quindi non esiste il concetto di pagare di più o di meno in base agli organi genitali che ti ritrovi in mezzo alle gambe.

Ti sei mai chiesto perché nelle discoteche tradizionali o nei Club Privé spesso le donne entrano gratis?

Se non stai pagando per un prodotto, allora il prodotto sei TU”. (The Social Dilemma – Byung-Chul Han)

Esatto, il prodotto sei tu.

kinky party

Sono entrata al mio primo Kinky Party non sentendomi una preda, non sentendomi merce, e questo mi ha subito fatto percepire di essere atterrata in un luogo sicuro.

Sono lontani i tempi in cui frequentavo discoteche o locali simili, ma ricordo che una delle mie preoccupazioni principali era sempre quella di trovare metodi per evitare di farmi mettere le mani addosso da sconosciuti mentre ballavo.

Ad un Kinky Party ben gestito e regolamentato, le persone sono abituate a chiederti il consenso anche solo per rivolgerti la parola.

Eh già, consenso.

Questo magico concetto così semplice eppure così difficile e astratto da capire per molta gente.

Ma eravamo arrivati al momento dello spogliatoio giusto?

Entriamo nella sala principale del locale che è suddivisa dall’ingresso da una pesante e misteriosa tenda in velluto rosso; una volta varcata la soglia sembra di essere stat* catapultat* in un altro mondo.

Ci sentiamo per qualche secondo gli occhi addosso, ma forse è solo perché siamo ancora vestite in modo totalmente inadeguato.

E’ davvero divertente pensare di essere notata in un locale perché vestita troppo “sobria”… di solito mi capita sempre l’opposto.

L’organizzatore ci viene subito incontro presentandosi garbatamente, e ci fa presente che per qualsiasi dubbio o domanda possiamo rivolgerci a lui.

L’accoglienza è davvero calorosa, quasi casalinga. E a me il fatto di trovarmi in un locale ad una serata così particolare, ma sentirmi anche in parte ad una festa privata nella casa di qualcuno, mi predispone proprio bene.

Si Tei, ma ti sei cambiata o no? Come ti sei (S)vestita?

All’interno dei Kinky Party si parte dal presupposto che anche la nudità totale è un outfit assolutamente concesso.

Poi sono ben accetti accessori e indumenti di genere Fetish, Bdsm, Dark, mimetico/militare. Ma potete optare anche per qualcosa di colorato ed eccentrico se è uno stile che vi rappresenta maggiormente.

Una ragazza che non sono riuscita a non notare, era in topless e indossava un semplice perizoma e un coloratissimo strap on Rainbow.

A me personalmente, anche solo il tipo di libertà legata all’abbigliamento all’interno di un Kinky Party diverte tantissimo e mi fa sentire molto libera di sperimentare e sperimentarmi.

Io ho optato per un body a maniche lunghe totalmente a rete, delle coulotte nere a vita alta e un paio di stivali neri a metà coscia tacco 13!!

Ho scelto inoltre di coprirmi i capezzoli con delle “X” adesive nere e glitterate.

Non ho coperto i miei capezzoli per una questione di pudore, anzi l’opposto.

Trovo che in un contesto di questo tipo sia molto più malizioso ed erotico coprire i capezzoli che non mostrarli.

Non siamo mica in una spiaggia naturista, ma in un fottutissimo Kinky Party!

Si Tei, ma basta parlare di vestiti… quando si scopa??

Finiamo di cambiarci mentre nello spogliatoio entrano ed escono bizzarri personaggi tra cui quello che più tardi sapremo chiamarsi “Mario”, che irrompe nella stanza raggiungendo di corsa la toilette, e mostrandoci, una volta girato, dei notevoli segni sul fondo schiena di una recentissima sessione di fustigazione.

Sono tesa? Nervosa? Imbarazzata?

No, non più di tanto rispetto a quando comunque entro la prima volta in un locale dove non sono mai stata prima.

Sento che devo solo farmi un drink e ambientarmi un po’.

Il desiderio al momento è quello di osservare ogni minimo dettaglio di quello che avviene attorno a me senza perdermi assolutamente nulla, ed essere voyeur in un ambiente come questo è perfettamente accettato e ben visto.

Io e le ragazze ordiniamo il nostro primo drink ed iniziamo ad esplorare. Ci sono diverse situazioni già in piedi.

Non credevo che la gente fosse così calda e pronta già in “prima serata”.

Probabilmente molte delle persone presenti al Party sono anche degli habitué, lo si capisce da come si spostano con sicurezza da un’area all’altra del locale.

C’è una sala centrale dove sono presenti diverse zone dedicate ad attività del mondo Bdsm, accessori interessanti in ogni dove, un alto trono dove sedersi e magari farsi venerare i piedi (why not), sbarre orizzontali che ricordano quelle utilizzate nella danza classica che però qui servono per aggrapparsi durante le sessioni di trampling, la parte dedicata alla pratica dello Shibari e infine la zona delle Stanze dove ci sono diversi letti, tra cui anche un lettino ginecologico nell’area adibita alle pratiche Clinical, un piccolo angolo per il Glory Hole e un letto in stile medievale che subito viene scelto da una coppia per praticare il Waxing.

Wax… che Tei??

Il waxing è la pratica sessuale Bdsm che unisce sesso e candele. In sostanza il waxing prevede di versare o farsi versare sulla pelle della cera fusa per provare piacere. 

Ovviamente esistono vari livelli di dolore e altrettante tipologie di candele da utilizzare. 

Le candele adatte a questa pratica si possono acquistare nei sexy shop sia fisici che online maggiormente forniti. 

Durante questa pratica, quando si riceve e la cera entra in contatto con l’epidermide, si ha un po’ la sensazione di venire bagnat* con dell’acqua calda. 

Per questo motivo le percezioni vengono amplificate, stimolando i centri nervosi, senza però nessun pericolo per la propria incolumità. 

Chi vuole osare di più e ricerca il piacere anche attraverso il dolore, può scegliere le candele di paraffina o quelle a base di cera d’api. 

In questo caso il punto di fusione della cera è molto più alto, ciò significa che si rischiano delle vere e proprie piccole ustioni.

In tutti i casi comunque sia è molto importante fare attenzione quando si pratica il waxing, evitando di avvicinare la fiamma ai capelli, ai tessuti infiammabili o al legno. 

Durante una sessione di waxing la cera si può versare a gocce, oppure utilizzare per creare un “fiume” che invade la pelle. Anche le zone coinvolte possono essere diverse a seconda delle preferenze.

Dopo aver sorseggiato un terzo del mio cocktail, mentre osservavo con curiosità un uomo che si faceva versare cera calda sui genitali dalla sua Mistress e chiacchieravo di futuri progetti lavorativi con Davide,  ci si avvicina Mario che indossa uno striminzito perizoma in pelle e una tracolla decisamente naive a forma di orsetto (o cagnolino chissà).

Mario ci chiede il permesso di introdursi e ci fa presente, mentre si inginocchia porgendoci i suoi umili omaggi, che se, casomai ne avessimo bisogno, lui è lì per servirci.

kinky party

Ok Mario, beh grazie ci penseremo.

Guardandomi intorno mi rendo conto che la maggior parte delle situazioni che mi circondano vedono le donne in ruoli dominanti e gli uomini in ruoli più passivi o sottomessi.

Direi che in questa serata è presente un 80% di donne dominanti, ma questo non è esemplificativo di tutti i Kinky Party in generale.

Bene, è ora di un secondo drink.

Ci accomodiamo su uno dei due divanetti posti in un angolo della sala principale, Mario ci chiede gentilmente di potersi sdraiare sul pavimento sotto ai nostri piedi. 

Acconsentiamo e continuiamo indisturbate le nostre chiacchiere.

Nel frattempo una coppia si siede di fianco a noi e, mentre lei masturba lui con nonchalance, inizia a parlare con noi del più e del meno come si farebbe in qualsiasi altro locale per rompere il ghiaccio.

Questo momento ha decisamente del surreale.

Un altro “slave” si aggiunge al quadretto e si stende perpendicolare al “nostro” Mario, ponendosi sotto ai piedi della vicina di divanetto.

Al centro della sala nel frattempo si sta andando a creare una situazione a tre fra donne, una delle quali vestita da infermiera. 

E’ di una bellezza eccezionale e decisamente molto esplicita, vi lascio immaginare… e nel giro di pochi minuti catalizza l’attenzione di tutte le persone presenti.

Io e M. prendiamo Mario al guinzaglio e ci piazziamo in prima fila a poco più di un metro dalle protagoniste per non perderci nemmeno un dettaglio.

Ora non starò qui ad elencarti tutte le singole pratiche che ho potuto avere il privilegio di osservare da vicino o quelle che ho scelto personalmente di sperimentare.

Verrebbe fuori un articolo estremamente lungo (lunghissimo), ma oltretutto a mio avviso poco interessante ai fini della mia divulgazione sex positive e decisamente morboso.

Quello che a me interessa trasferirti di questa mia esperienza è l’atmosfera di sicurezza, consenso e rispetto che ho potuto respirare nel mio primo Kinky Party al Prisionner Club di Brescia.

Si Tei, ma si vede la figa?

Si, se ne è vista parecchia di figa.

Si Tei, ma si è scopato?

Se per scopato intendi sesso penetrativo, beh, in questo caso ti deludo. Diciamo che in un Kinky Party Bdsm (seppur concesso) di sesso penetrativo se ne vede molto poco, perché non è certo la portata principale e di maggior interesse.

Ma posso lasciarti con questa suggestione a solleticare la tua fantasia… 

Il locale stava per chiudere, ormai eravamo rimaste solo noi tre ragazze, la barista, l’organizzatore e un piccolo gruppo di circa 6/7 persone tra uomini e donne (compresa la ragazza dallo strap on rainbow).

All’improvviso abbiamo potuto assistere alla magia di un gruppo che, da zero, si è animato e ha iniziato ad interagire intensamente davanti al bancone del bar ormai deserto, per poi spostarsi verso la zona dei letti.

E io? Li avrò seguiti?

 

Chi può dirlo…

Ps non ho foto della serata perché generalmente all’interno dei Kinky Party è vietato accedere con smartphone o fotocamere, prima di entrare nelle “aree gioco” ti verrà quindi chiesto di depositare il tuo cellulare in uno degli appositi armadietti.

 

E tu, cosa avresti fatto in un Kinky Party?

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