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Ogni mese, attraverso PODCAST, RACCONTI EROTICI autobiografici, FOTO di nudo artistico, audio ASMR, ti accompagno in un viaggio nell’erotismo che ti permetterà di riconnetterti alle tue reali fantasie, per riaccendere il desiderio atrofizzato e viziato.

Ti faccio le domande giuste per aiutarti a risolvere le tue frustrazioni sessuali e relazionali, dando voce ai pensieri che non ti autorizzi a fare.

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Quanti e quali tipi di coppie esistono secondo la psicologia

Conviene davvero sposarsi con il proprio migliore amico o le relazioni più felici sono quelle basate sulla passione sfrenata?

Mentre scrivo questo articolo sono seduta in pantaloncini e maglietta davanti al mio portatile, con il ventilatore acceso al massimo, mentre le notizie di Sky TG24 in sottofondo annunciano la fine dei festeggiamenti, durati giorni, per le nozze tra Lauren Sanchez e Jeff Bezos.

In un’intervista pubblicata su La Stampa, la nuova signora Bezos afferma: “ho sposato il mio migliore amico”. E io mi chiedo, il famigerato vero Amore (quelloconlaAmaiuscola) è fondato sull’amicizia o sulla passione?

Non è certo recente la tendenza in cui si afferma che per riuscire a costruire un legame solido e duraturo, di fondo, ci deve essere un’amicizia profonda.

Sono stati scritti libri a riguardo, elaborate teorie e sceneggiati interi film sul tema (Harry ti presento Sally ti dice niente?).

Lo ammetto, io sono una di quelle del team “ho sposato il mio migliore amico”. Se non fosse che io e Jean non siamo sposati, e non siamo mai stati amici prima di innamorarci.

Migliori amici lo siamo diventati dopo, con il tempo. Con il tempo giusto e necessario per costruire un’amicizia di valore.

E, per come intendo io l’amore e le relazioni, non potrei che desiderare di avere al mio fianco ogni giorno della mia vita la persona che ritengo anche il mio migliore amico, perché tra noi non c’è solo intimità, non c’è solo passione e nemmeno solo impegno, ma un mix ben calibrato dei tre elementi.

Esattamente come nella teoria triangolare dell’amore dello psicologo Robert Sternberg.

Quindi, forte della mia tesi e prima sostenitrice del mio team ho cominciato, come per la stesura del mio articolo di dicembre 2023 dal titolo Vero amore: vedere il nuovo nello stesso, a fare domande a Google.

Lo so, molt* ormai si rivolgono a chat gpt, ma io sono una millennial vecchio stile e, dal lontano 2006, trovo le mie risposte su Google.

Cosa ho trovato cercando di capire qualcosa in più su amicizia e amore? 

Ho scovato un vecchio articolo di un magazine di gossip datato 2015, dove venivano elencate diverse coppie etero famose che affermavano proprio di avere un partner di vita che fosse anche il loro migliore amico e, spoiler, 8 di queste coppie su 10, esattamente dieci anni dopo, non stanno più insieme.

Perciò è un falso mito il fatto che il segreto per una relazione duratura sia sposare il proprio migliore amico?

Probabilmente si. 

O semplicemente dovremmo smetterla di cercare ricette perfette, trucchi, segreti e concentrarci più sull’ascolto reciproco, sul mostrarci con autenticità all’altro, sul lavorare sulla comunicazione assertiva e sull’entrare in contatto con i nostri bisogni inespressi per vivere una relazione libera dalle frustrazioni.

Lo so, le vorresti sapere le coppie scoppiate, ma è talmente deludente vedermi cadere un mito del genere che ho deciso di tenermele per me. In ogni caso puoi chiedere a Google di trovarti il famoso articolo. 

Prima di arrivare al fulcro di questo articolo delirante, ti chiedo anche (si perché qui le domande le faccio io, non tu):

Perché mai l’obiettivo relazionale più comune e condiviso è la durata?

Non che non sia un obiettivo possibile, ma non può certo essere l’unico.

Cosa te ne fai della lunga durata se quello che c’è al suo interno è un’infinita processione di musi lunghi, silenzi punitivi, scenate di gelosia, minacce, tradimenti e omissioni?

A volte sembra che l’unica cosa a cui aspirare sia una relazione che ci accompagni fino alla fine dei nostri giorni. In che modo tutto questo dovrebbe avere maggiore valore rispetto ad una serie di bellissime relazioni intense e positive?

Vabbè, ma ora arrivo esattamente a ciò di cui ti volevo parlare oggi.

Io, in fondo, penso che per il buon funzionamento di una coppia, la parola d’ordine sia flessibilità.

Cioè la capacità di entramb* di riuscire ad interscambiarsi i ruoli ed i compiti, evitando stereotipizzazioni di genere, ad esempio, ma non solo. 

La coppia dovrebbe imparare a non cadere nei tranelli della rigidità, che da un lato lascia trasparire sicurezza e stabilità, ma dall’altro nasconde (molto spesso) insoddisfazione. ‍

Una coppia flessibile sarà capace di: adeguarsi con maggiore velocità a quelli che saranno i compiti che la attendono durante il proseguimento del loro personalissimo progetto (leggi il mio articolo dal titolo Cos’è la scala mobile relazionale?).

La coppia, in quanto formata da due persone che stanno all’interno di una relazione duale, potrà essere caratterizzata da differenti modalità di interazione, a seconda dello stile comportamentale appreso nelle rispettive famiglie d’origine e delle modalità inter-relazionali che fanno ormai parte dell’identità adulta dell’individuo. 

Le relazioni che costruiamo sono regolate anche dai confini che impostiamo con l’altr*. 

I confini sono quelle linee invisibili (create inconsapevolmente da te) che ti separano dalle altre persone, che creano vicinanza e distanza, che dividono e uniscono allo stesso tempo. 

(Su questo tema ci ho tenuto un workshop di mezza giornata che presto replicherò!)

Grazie ai confini puoi sentirti, allo stesso tempo, come un individuo a sé e come parte di un qualcosa (come una coppia, una polecola, la famiglia, una squadra…). 

I confini regolano i legami interpersonali e fanno emergere in te solitudine (quando sono troppo rigidi e impostano troppa distanza) o senso di uguaglianza, rispetto, reciprocità e unione (quando sono sani e positivi).

I confini che imposti con l’altr* definiscono anche il tipo di relazione. 

Queste linee invisibili, oltre ad aiutarti a mantenere integra la tua identità definiscono anche le tue aspettative all’interno delle relazioni: cosa puoi tollerare e cosa, invece, ritieni inaccettabile.

Le relazioni intime non sono tutte uguali, in base alle caratteristiche delle persone che le compongono e agli accordi sui quali si basano (e si, in passato ho tenuto un meraviglioso workshop anche sul tema degli orientamenti relazionali con la psicologa e attivista Dania Piras).

Quanti e quali tipi di coppie esistono

Ogni coppia è un mondo a sé stante. 

Nonostante ciò, secondo una ricerca del dott. Brian G. Ogolsky e degli studiosi dell’Università dell’Illinois (Stati Uniti), pubblicata sul Journal of Marriage and Family, sarebbe possibile classificare i tipi di coppie in quattro grandi categorie. 

Lo studio, infatti, ha esaminato, per nove mesi, 400 coppie per analizzare la loro relazione e (soprattutto) il loro modo di comunicare. 

Quali sono i quattro tipi principali di coppie identificati? Te li elenco subito!

La coppia conflittuale 

Amore e odio, pace e conflitto, attrazione e rifiuto. In questo tipo di coppia probabilmente i partner litigano spesso e, in alcuni casi, si sono lasciati o hanno pensato di farlo. 

Nonostante ciò, nella maggior parte delle volte, la coppia si contraddistingue per la grande passione e l’attrazione fra partner che, per questo, non riescono a lasciarsi (anche quando dovrebbero). 

Gli alti e bassi rendono questo tipo di relazione difficile da mantenere e da sostenere per lunghi periodi. 

Se hai mai visto la serie tv, scritta e ideata da Sam Levinson, Euphoria, dimmi che anche tu stai pensando al personaggio di Nate Jacobs (Jacob Elordi) e Maddy.

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La coppia drammatica 

Il dramma è il terzo incomodo di questa coppia. I partner vivono in un vortice di emozioni, spesso negative, magari legate a un evento esterno o alla forte gelosia (anche retroattiva): sono sempre alla ricerca di conferme. 

Questo tipo di relazione confonde il romanticismo con il dramma e spesso i partner sono dipendenti l’un* dall’altr*. 

La coppia socievole 

In questo caso, la coppia è sempre circondata da altre persone e probabilmente i/le due hanno molti amici in comune. 

Questo permette a entramb* i/le partner di essere più felici ed essere circondat* da persone a cui vogliono bene. 

Per tale motivo, la durata di questo rapporto è maggiore rispetto agli altri perché la relazione diventa più stabile e soddisfacente. Nonostante ciò, bisogna far attenzione a non permettere che opinioni e consigli degli amici possano mettere in pericolo la relazione. 

Se ci sono dei problemi, è indispensabile parlarne in coppia, piuttosto che basarsi sul parere altrui. 

Ed è giusto e sano ritagliarsi momenti a due, vacanze e attività, dove gli amici non siano presenti.

La coppia di migliori amici 

Questa coppia solitamente riesce a condividere sia molto tempo insieme, che svariati interessi. 

I/le partner tendono a prendere decisioni in comune e si sforzano per mantenere sana e forte la relazione mettendoci lo stesso impegno. 

Oltre ad essere una coppia sono anche dei “compagni di viaggio”: la relazione cresce man mano che i/le partner crescono insieme (aldilà dell’eventuale differenza di età).

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Conflittuale, drammatica, socievole, da compagni di viaggio… e tu quale tipo di relazione hai con partner?

Se le dinamiche che hai costruito all’interno della tua coppia non ti soddisfano, prenota una consulenza online con me (sia individuale che a due). Posso aiutarti ad ottenere la relazione che hai sempre sognato.

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