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Ogni mese, attraverso PODCAST, ESERCIZI di AUTOESPLORAZIONE e MEDITAZIONI GUIDATE, ti accompagno in un percorso di Sex-Exploration che ti aiuterà a comprendere meglio il tuo corpo, il tuo desiderio e le tue relazioni.

Consulente ed educatrice iscritta all’Albo IISS, ti aiuto a trasformare il tuo modo di vivere piacere, desiderio e relazioni, dando voce ai pensieri che non ti autorizzi a fare.

no consenso

Come il no crea fiducia e costruisce una cultura del consenso

Vorrei parlare di qualcosa che a prima vista potrebbe sembrare un po' controintuitivo: perché dovresti ringraziare le persone quando ti dicono "no".

Il tema di cui ho deciso di parlarti oggi, è un argomento particolarmente importante quando ci si occupa di consenso e relazioni sane, ma in realtà si applica a tutti gli ambiti della vita.

Pensa all’ultima volta che qualcuno ti ha rifiutat*. 

Forse non ha voluto uscire a bere un semplice caffè con te, o ha detto di no a un appuntamento, o ha declinato un invito in generale. 

Questo come ti ha fatt* sentire? Probabilmente non benissimo. 

La maggior parte di noi è stata condizionata a vedere il rifiuto come qualcosa di estremamente negativo, qualcosa che ha a che fare con il nostro valore sminuendoci come persone.

Ma ecco il punto: ricevere un netto “no” è in realtà un dono del quale dovresti essere grat*. 

Ora ti spiegherò perché dovremmo tutt* essere grat* quando le persone hanno il coraggio di dirci di no. 

Quello che a breve leggerai potrebbe mettere in discussione alcune delle tue convinzioni sul rifiuto, ma seguimi: penso che troverai questo cambio di visione davvero prezioso.

Mi sono scontrata con la prospettiva che voglio condividere con te, durante un workshop sul consenso al quale ho partecipato all’interno dei un festival sex positive.

Stavamo esplorando quanto sia fondamentale creare spazi in cui le persone si sentano al sicuro nell’esprimere i propri limiti. 

Una parte del workshop in particolare mi ha colpita: mentre venivano simulati diversi scenari di rifiuto, ho potuto vedere con i miei occhi quanto radicalmente una risposta di gratitudine possa cambiare l’intero tono emotivo di un’interazione. 

È stata una dimostrazione efficace di come la nostra risposta al “no” plasmi la comunicazione futura.

Innanzitutto, riconosciamo una cosa importante: dire “no” è difficile. Mooolto difficile. Soprattutto quando si tratta di situazioni romantiche e/o sessuali

Siamo socialmente condizionat* a dover essere “gentili”, a non ferire i sentimenti altrui, a non rendere le cose imbarazzanti. 

Questo condizionamento è particolarmente forte per le persone di genere femminile e socializzate donne, ma colpisce tutt* in una certa misura.

Questa pressione spesso porta le persone a dire dei “no soft”, inventando scuse, aggiungendo un “magari più tardi”, o persino acconsentendo con riluttanza a cose che in realtà non vogliono fare. 

Attenzione: nessuna di queste conseguenze è positiva per nessuno dei soggetti coinvolti. 

Analizziamo perché alternative di questo genere ad un netto “no” possono essere problematiche e remare contro alla costruzione di una cultura del consenso:

– Inventare scuse può portare a lunghi tira e molla e creare false speranze.
– Dire “forse più tardi” tiene l’altr* in sospeso quando in realtà non c’è un vero interesse.
– Fare ghosting lascia le persone confuse e può causare più danni emotivi di un chiaro rifiuto.
(Molte persone che attuano il ghosting lo fanno proprio perché temono che un rifiuto diretto possa ferire di più l’altr*. Leggi il mio articolo dal titolo Dieci cose che puoi dire al posto di fare ghosting.)
– Un accordo riluttante può portare a violazioni dei limiti ed esperienze negative per entrambe le parti.

Quando una persona ti dice chiaramente di no, sta facendo diverse cose importanti per te e per lei.

Come ad esempio essere onesta mostrando rispetto per il tuo tempo e le tue emozioni, comunicare chiaramente, avere fiducia che tu possa gestire il suo rifiuto senza particolari problemi e in modo adulto.

Inoltre una persona che ti sta rifiutando con un chiaro “no”, sta dando l’esempio di una sana definizione dei limiti, assumendosi la responsabilità dei propri sentimenti e delle proprie scelte.

Ora voglio approfondire con te il motivo per cui queste sono tutte cose davvero parecchio preziose. 

no consenso

Quando l’altr* è onest* con te, sceglie di trattarti come una persona adulta che sa gestire la verità, il rifiuto e riconosce la tua maturità. Quando comunica in modo chiaro, dimostra rispetto per il tuo tempo e la tua energia emotiva.

Non ti ho ancora convint*? Prova a pensare all’alternativa. 

Preferiresti che l’altr* fingesse di essere interessat* a te quando non lo è? Che inventasse scuse? Che ti ignorasse? O peggio, che accettasse qualcosa che in realtà non desidera

Ognuno di questi scenari può portare a molto più dolore e confusione di un semplice e netto “no”. Non pensi?

Un no convinto ti dà qualcosa di prezioso: la certezza. 

Ti permette di andare avanti. Ti impedisce di sprecare tempo ed energie emotive in “forse domani”

Ti aiuta a evitare di oltrepassare potenzialmente i limiti di qualcun* senza saperlo. In sostanza, è una forma di rispetto, sia per te stess* che per la relazione (di qualsiasi natura essa sia).

Ma è qui che la cosa si fa davvero interessante. 

Ancora più interessante Tei? Si… giuro!

Quando rispondi al rifiuto con gratitudine, stai facendo qualcosa di potente. Stai creando un ambiente in cui la comunicazione sincera sarà sicura. Stai contribuendo a una cultura in cui la comunicazione diretta e assertiva è apprezzata e valorizzata.

Analizziamo insieme cosa potrebbe succedere in scenari di rifiuto sia negativi che positivi:

Scenario 1 – Risposta negativa al rifiuto:
una persona dice di no – viene accolto con rabbia o sensi di colpa – impara che essere dirett* è pericoloso – in futuro, è più probabile che farà ghosting o troverà scuse – ciò influirà su tutte le sue interazioni future.

Scenario 2 – Risposta positiva al rifiuto:
qualcun* dice di no – viene ringraziat* per la sua onestà – impara che essere dirett* è sicuro – in futuro, è più probabile che comunicherà sempre in modo chiaro – questo gioverà a tutte le sue interazioni future.

È fondamentale comprendere questo effetto a catena, perché oltretutto funziona come una sorta di “virus contagioso”

Ogni volta che qualcun* avrà un’esperienza positiva nell’essere dirett* con il suo “no”, è più probabile che lo sarà in futuro, non solo con te, ma con chiunque. 

Così facendo stai contribuendo a creare una cultura di comunicazione chiara su consenso e limiti.

Arrivati a questo punto, voglio riconoscere una cosa importante: non sto dicendo che il rifiuto sia una cosa piacevole da ricevere. Perché non lo è. 

È del tutto normale e accettabile sentirsi delus*, ferit* o tristi quando qualcun* ci dice di no. La chiave è separare i tuoi sentimenti dalla risposta che darai alla persona in questione e non legare il rifiuto al fatto di essere sbagliat*.

Quando dire “no” ci fa sentire al sicuro, è anche più probabile che le persone diano risposte entusiastiche e sincere di “sì” quando desiderano veramente qualcosa, e non dicano di no per mancanza di fiducia.

Ringraziare qualcuno per il suo “no” crea un legame basato sulla fiducia e, lo penso fermamente, ha il potenziale di trasformare il modo in cui interagiamo tra noi nelle situazioni di consenso.

Pensa a come questo possa creare un circolo virtuoso: quando qualcun* dice “no” e riceve gratitudine invece di senso di colpa o rabbia, impara che essere onest* è ok e sicuro. 

Questo l* renderà più propens* a essere dirett* in situazioni future, comprese quelle che hanno a che fare con il sesso. 

Anche la persona che riceve il “no” ne trae beneficio: impara che il rifiuto non è necessariamente una catastrofe (e si può sopravvivere) e che una comunicazione chiara, anche quando scomoda, porta a risultati migliori sul lungo termine. 

Questo cambiamento di dinamica è particolarmente efficace perché affronta una delle sfide principali dell’educazione al consenso: la paura delle reazioni negative. 

Quando eliminiamo questa paura rispondendo sempre positivamente al “no”, rendiamo più facile per tutt* essere onest* riguardo i propri limiti e desideri. Questo crea relazioni più sicure e autentiche, in cui entrambe le parti possono avere fiducia di ottenere risposte vere, piuttosto che accordi incerti e riluttanti.

Ed ecco un aspetto che spesso viene trascurato: una comunicazione chiara sul consenso può essere incredibilmente sexy e attraente! 

Quando qualcun* dimostra di avere a cuore i tuoi limiti e il loro rispetto, si crea una base di fiducia che consente un’intimità molto, ma mooolto più profonda… parola di Tei.

Non c’è niente di più sensuale ed eccitante che sapere che partner è davvero interessat* e desidera la tua partecipazione genuina ed entusiasta all’attività che andrete a fare insieme. 

E ti assicuro che questo tipo di rispetto reciproco e di comunicazione chiara, non diminuisce la passione o la tanta acclamata “spontaneità”, ma la accresce creando un ambiente in cui entramb* i/le partner si sentono al sicuro nell’esprimere i rispettivi veri desideri.

È importante sottolineare che questo approccio aiuta a rompere schemi relazionali dannosi, in cui le persone si sentono spinte a mantenere relazioni indesiderate o a perdurare in situazioni spiacevoli per paura di reazioni negative. 

Normalizzando la grata accettazione del “no”, creiamo dinamiche relazionali più sane, in cui tutt* sono autorizzanti ad esprimere i propri sentimenti rispettando il consenso e le scelte dell’altr*.

E tu, hai mai ringraziato qualcun* per aver avuto il “coraggio di dirti di no? Com’è andata? E come gestisci di solito il rifiuto?

 

Se provi particolare difficoltà nella gestione del rifiuto, prenota una consulenza online con me, io posso aiutarti.

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