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Consulente ed educatrice iscritta all’Albo IISS, ti aiuto a trasformare il tuo modo di vivere piacere, desiderio e relazioni, dando voce ai pensieri che non ti autorizzi a fare.

esclusività sessuale

Da dove nasce il desiderio di esclusività sessuale?

Il desiderio di esclusività sessuale è sinonimo di possesso o è semplicemente un modo per sentire maggiore connessione con l’altr*? Da dove ci arriva tale desiderio?

In realtà non credo sia così complesso capire perché noi esseri umani teniamo tanto al concetto di esclusività e non solo in ambito sessuale.

Il potenziale di intimità è intrinsecamente una funzione dell’esclusività sessuale. 

Come può qualcosa condiviso con altre centinaia di persone, ad esempio, essere veramente “intimo”?

(Non lo è, questo è chiaro.)

Personalmente credo che parte del nostro desiderio di esclusività derivi dalla possessività e dalla conseguente insicurezza legata al sentire di non poter possedere l’altr*. C’è sicuramente una logica in questo. 

Se non si è esclusiv* in almeno qualche aspetto della relazione, non si sta riempiendo una nicchia unica e si è, in un certo senso, sostituibili. 

Paura eh?…

È per questo che le persone spesso insistono su ben più della semplice esclusività sessuale. 

Pretendono l’esclusività in un’ampia gamma di attività sociali, di vita, romantiche, intellettuali e che coinvolgono il corpo.

Ma la necessità di esclusività sessuale non nasce solo dalla possessività, ma anche dal desiderio positivo di intimità. Di vicinanza con un altro essere umano e di connessione che (pensiamo) non saremmo in grado di creare in altri modi.

Non ho mai pensato che l’istituzione del matrimonio in sé fosse particolarmente attraente, di fatti il matrimonio non è mai stato tra i miei obiettivi relazionali. 

Il matrimonio, in sé e per sé, nasce come atto giuridico legittimato dai governi, spesso allo scopo di condividere la ricchezza di due famiglie o di stabilire relazioni pacifiche tra due fazioni in competizione. Ti ricorda qualcosa?

Il bello è che c’è comunque sempre stato venduto come un concetto romantico, quando invece sarebbe utile ricordarsi che nasce come contratto.

L’istituzione del matrimonio, non è stata istituita con motivazioni che vanno oltre l’ambito socio-politico.

Ma ora basta parlare di matrimonio, il “luogo” che a mio avviso ha più ha che fare con il concetto di esclusività sessuale in senso ampio.

Il giorno che ho deciso che avrei voluto scrivere un articolo che rispondesse al quesito relativo all’origine di tale desiderio (l’esclusività sessuale), la mia mente ha iniziato a vagare verso un mondo di scienza empirica piuttosto che di fenomeni sociologici. 

Mi sono detta che forse c’è una spiegazione psicologicamente razionale per questa “follia” monogama. 

Poi ho provato anche a  razionalizzare il tutto attraverso gli occhi dell’antropologia biologica, un campo che devo dire mi ha sempre interessata e affascinata.

Ho scoperto che la tendenza degli esseri umani alla monogamia è una vera e propria anomalia biologica. 

Siccome ci piace tanto paragonarci ad altri animali molto meno evoluti di noi per spiegare/giustificare cose come la monogamia, l’omosessualità e tanto altro… questo è proprio il momento in cui ti racconto cosa succede nel mondo animale.

(Sigla di SuperQuark grazie.)

La maggior parte dei primati mantiene una natura poliginandrica, con più femmine che spesso si accoppiano con più maschi durante la stagione riproduttiva. 

Ci sono molte ragioni per cui i nostri cugini ancestrali più prossimi, gli scimpanzé, mantengono queste caratteristiche, tra cui un periodo di gestazione prolungato nelle femmine e l’impulso primordiale a massimizzare la riproduzione.

Molti altri esperti considerano la monogamia un istinto “innaturale” peculiare negli esseri umani, soprattutto se confrontato con lo stile di vita di altri primati. 

Non che non dovremmo praticarla: semplicemente non fa parte della nostra evoluzione biologica.

Sarà anche per questo che, ad esempio, io penso che Il tradimento è sopravvalutato?

Forse perché non ritengo l’esclusività sessuale un elemento per me importante ai fini di costruire intimità con partner.

Non sto dicendo che dovresti tradire partner eh (il tradimento è sempre e comunque una cosa pessima da fare)… sto dicendo che forse potresti prendere in considerazione l’idea di basare la tua attuale (o prossima) relazione, su accordi differenti e più vicini alle tue vere esigenze e non necessariamente sull’esclusività sessuale.

In ogni caso, la nostra versione di monogamia non corrisponde alla definizione appropriata. 

In che senso Tei? (Inserisci qui una gif con la faccia di Verdone.)

Quando alcuni uccelli si accoppiano, lo fanno per tutta la vita, il che sarebbe rappresentativo della monogamia. Quella vera.

(Si, sto ancora parlando di animali.)

Gli esseri umani, rispetto ad alcune specie animali definite monogame, forse potrebbero essere identificati più come dei monogami seriali. Tante relazioni esclusive una di seguito all’altra.

Sebbene sia fiera dei miei sforzi per aver indagato così a fondo le origini delle relazioni monogame, la relazione tra i sistemi di accoppiamento degli scimpanzé non ha assolutamente nulla a che fare con la nostra struttura sociale. 

Eh lo so, ci stavi credendo anche tu.

Rimane comunque interessante osservare i nostri cugini ominidi e il loro stile di vita. Ma temo che ci siamo allontanati un po’ troppo dal mio quesito iniziale.

Durante le mie ricerche online sull’origine del desiderio di esclusività sessuale, mi sono imbattuta anche in una pagina di Wikihow che, detto tra noi, come piattaforma spesso mi fa molto divertire per le sue vignette e per il fatto che i testi sembrano scritti da ChatGPT (ancora prima del suo avvento).

Ah, quell* di Wikihow chiamano l’esclusività sessuale “sexclusivity”. Forse fa più figo.

Insomma, comunque ho trovato una pagina dedicata al tema dell’esclusività sessuale con contenuti altamente discutibili e un paragrafo in particolare che ritengo addirittura problematico, nonché fuorviante.

esclusività sessuale

“La sexclusivity può aiutarti a trovare un partner impegnato.

Quando si è sessualmente esclusivi, tu e il tuo partner concordate di avere rapporti sessuali solo tra di voi. Se cercate una relazione seria, essere sessualmente esclusivi è un ottimo modo per escludere chi cerca solo incontri occasionali. Fate sapere alla persona con cui state parlando come vi sentite e, se si impegna e desidera approfondire la vostra relazione, potrebbe essere un buon partner.

    • Escludere i rapporti sessuali aiuta anche a prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili (IST), riducendo il rischio di malattie perché limita i rapporti sessuali a una sola persona.”

Ma cosa c’è di problematico Tei?

Dal mio punto di vista due cose: il fatto che si associ l’aggettivo “seria” alla parola relazione quando si parla di esclusività sessuale (visione decisamente mononormativa e stigmatizzante per le persone non monogame), e il fatto che venga affermato che l’esclusività sessuale prevenga le IST.

La prevenzione delle IST la si fa solo utilizzando le giuste precauzioni, dato che ogni persona ha un passato sessuale. Quindi, non basta “chiudere la porta” da oggi in poi, per tenere lontane le infezioni sessuali. Per questo ritengo che la frase sia fuorviante e diffonda una pessima educazione sessuale.

Se si sceglie di avere più partner, l’importante è sempre affidarsi alle giuste precauzioni.

Su Instagram tempo fa ho pubblicato un post che potrebbe interessarti, dove chiarisco ogni quanto tempo bisognerebbe testarsi per le IST, in base al livello di rischio a cui si appartiene.

Molte persone sono confuse sulla frequenza con cui dovrebbero sottoporsi ai test per le IST.

La risposta dipende dalle tue circostanze specifiche, abitudini e tipologia di relazioni in essere.

Nel post in questione ti propongo le mie personali linee guida per alcune categorie di persone, individuate appunto in base al loro diverso livello di rischio.

L’esclusività sessuale nelle relazioni poliamorose

In che senso Tei? Ma il poliamore non era quella cosa dove tutt* scopano con tutt*?

La polifedeltà non è altro che l’esclusività sessuale tra un gruppo specifico di partner. 

Potremmo definirla come una sorta di matrimonio di gruppo chiuso, poiché ogni persona fa sesso solo con i/le partner coinvolt* e con nessun altr*. 

Poliaffettività ed esclusività sessuale 

La poliaffettività invece, si verifica quando si è sessualmente esclusiv* con un* partner, pur mantenendo intimità emotiva e/o attrazione romantica anche con altr*. 

Differenze tra monogamia sessuale e monogamia sociale

Direi che sappiamo cosa significa monogamia sessuale, ma cosa vuol dire monogamia sociale?

L’idea è che si tratti di un legame sociale, come ad esempio quello che si crea quando due individui si legano per crescere insieme la prole. 

Ora torniamo ai miei amati animali ancora per una volta…

Non ci sono molti animali che formano legami di coppia, anzi è una minoranza tra i mammiferi

Tra le scimmie antropomorfe, i gibboni, sono socialmente monogami. Possono legarsi per tutta la vita, difendono insieme il territorio e crescono insieme la prole, ma non sono sessualmente monogami. 

Anvedi sti gibboni Tei…

Prove genetiche condotte nell’ultimo decennio hanno dimostrato che un discreto numero di volte i padri di questa specie crescono un figlio che non è loro.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto in Occidente, diamo per scontato ci sia monogamia sessuale se siamo socialmente monogam*, e questo vale anche per gli animali. 

Se osserviamo una specie di uccelli che si accoppia per una stagione, quando un intruso cerca di accoppiarsi con la femmina, il maschio cercherà di uccidere l’altro maschio e potrebbe persino cercare di uccidere la femmina per essersi allontanata.

Ehm, appena un filino patriarcale…

Tutto ciò solleva una conclusione sia ovvia che interessante: sesso e legami affettivi possono effettivamente funzionare in modo indipendente nel nostro cervello (e in quello dei gibboni).

Perché diamo così tanta importanza all’esclusività sessuale?

esclusività sessuale

Credo che questo ci riporti necessariamente alla biologia. 

In qualsiasi specie con legami di coppia, se il maschio non è sessualmente monogamo, la femmina teme che le risorse del maschio (leggi “seme”) vadano altrove. 

Se la femmina non è sessualmente monogama, il maschio teme che la femmina avrà una prole generata da un altro maschio, finendo così per crescere figli che non sono suoi. 

Il tutto nasce da una vera e propria prerogativa in cui è la nostra immortalità biologica ad essere messa in gioco.

In ogni caso sai, faccio comunque fatica ad accettare che il comportamento di un essere umano di oggi sia ancora così strettamente legato a quello di un gibbone e che le nostre scelte relazionali e sessuali siano così collegate ad una questione biologica.

Per cui sento l’esigenza, a questo punto, di scavare un po’ tra i significati che oggi la nostra specie (anche in base al genere di appartenenza), attribuisce al sesso.

Warning: ragionerò in maniera molto binaria da qui in avanti e quando userà la parola “uomini” o “donne”, parlerò di cisgender.

Le donne spesso considerano il sesso una merce di scambio o, se non lo è, si vergognano di farlo prima di impegnarsi.

Giuro, ancora tantissime di noi ragionano così.

In pratica, donne che la pensano così, sono ansiose di legarsi, fin dall’inizio. 

Il mondo degli incontri online, tra l’altro, sfrutta molto quest’ansia, facendo sembrare che il problema sia proprio il sesso, invece del comportamento delle persone. 

Spoiler: il problema non è mai il sesso in sé, ma le tue eventuali convinzioni e credenze a riguardo. 

Per quanto riguarda il genere femminile, il costrutto della “Vergine-Puttana”, non aiuta minimamente l’autostima delle donne e non rende più facile relazionarsi con gli uomini in particolare.

Ora sei pront* per un discorso ancora più binario, ma che ti assicuro ha un fondo di verità?

Gli uomini difenderanno il loro diritto alla varietà prima di tutto perché sono programmati per questo, mentre le donne rinunceranno più facilmente alla varietà quando saranno attratte da un ragazzo, perché romanticismo e sicurezza sono le nostre priorità nella vita. 

Mi costa tantissimo ammetterlo, ma dopo anni di studi in questo ambito, non sono riuscita a smentire questa dinamica.

Però attenzione, questo non significa che gli uomini siano più interessati al sesso delle donne. 

È solo che le donne sono così condizionate da reprimere la loro sessualità a causa dello stigma che ne deriva (di nuovo il costrutto della Vergine-Puttana). La convinzione che l’impegno venga prima del sesso, anziché il sesso prima dell’eventuale futuro impegno.

Nelle mie ricerche online, questa volta sono inciampata sul blog di una Love Coach al femminile americana estremamente stereotipata che afferma:

(Prepara i pop corn.)

“Sono un grande sostenitore della tolleranza all’incertezza e all’ambiguità, perché è ciò che funziona davvero. Rilassati e accetta ciò che è, qualunque cosa sia, e vedi dove potrebbero andare a finire le cose.

Gli uomini si legano naturalmente a una donna speciale e frenano la loro tendenza alla varietà quando sono emotivamente legati a lei e non vogliono perderla. Questo è l’unico modo per aspettarsi la monogamia da un uomo che ha delle alternative.

A meno che tu non sia una top model e lui un credulone, lui coglierà al volo l’offerta di esclusività sessuale e la considererà un ‘wow, che fortuna!’. Ma se sei attratta da uomini mascolini con reali possibilità in fatto di sesso, devi essere realista.

E ho notato che con gli ultimi ragazzi, quando te ne frega meno, saranno loro a chiedersi se li usi solo per fare sesso o se vai a letto con altri ragazzi

Inverti la situazione e gli farai rinunciare a tutte le altre opzioni, dimostrandoti così rilassata a differenza di tante altre donne. Sii una donna diversa e faglielo notare.”

Uhhh… sento una gran puzza di doppio standard, ma continuiamo…

“Le donne più esperte sanno che non bisogna chiedere o insistere. Se pensa che tu sia quella giusta, alla fine taglierà fuori le altre, ma se pretendi che rispetti i tuoi tempi, probabilmente lo perderai. 

Rilassati, esci con altri ragazzi, fai sesso con loro se è quello che vuoi, ma fai attenzione a ciò che condividi

Se ti desidera, te lo farà capire da quanto si impegna e sarai tu a decidere se è un uomo abbastanza importante.”

Perché ti ho voluto citare questo Blog che sembra ricordarci che siamo ferm* ai tempi di “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”?

Beh, perché in fondo la mentalità più diffusa sulle questioni relazionali legate al tema dell’esclusività sessuale (e non solo), è assolutamente organizzata in maniera binaria.

Ragioniamo ancora per generi (maschile e femminile e nient’altro) e attribuiamo dei copioni sessuali alle persone in base al fatto che siano uomini oppure donne.

Ovviamente le identità binarie o non etero non sono contemplate.

Leggi il mio articolo dal titolo La teoria dei sexual script e come essi influenzano il nostro benessere sessuale

Capisci che tali credenze non aiutano a comprendere perché l’esclusività sessuale debba essere obbligatoriamente un valore e sia collegata ad un’idea di relazione “seria” e quindi chi la pratica è una persona degna di nota e che “sale di livello” nella scala dei/delle partner ideali a cui aspirare?

Hai presente quei video su TikTok dove si categorizzano le persone dicendo cose come “Lei/Lui sarebbe un 8, ma il fatto che faccia sesso con tante persone l* rende un 6”?

Immagina la mia faccia in questo momento.

Sai, personalmente ho sempre fatto l’opposto di quello che consiglia questa Love Coach al femminile nel suo blog e, non ho mai nascosto il mio passato sessuale ad eventuali nuovi partner che stavo iniziando a frequentare.

Anzi, l’ho spesso usato come “deterrente” per allontanare uomini che non sarebbero stati assolutamente al “mio livello”, e cioè maschi con evidenti problemi di autostima (o banalmente bigotti).

E sai cosa ti dico? Contro ogni tendenza che suggerisce (alle donne in particolare) di mentire per difetto rispetto al proprio “body count”, ecco, io ti consiglio di non farlo se vuoi attrarre persone che viaggino sulla tua stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda valori sex positive condivisi.

Anzi, mentendo ti allontanerai parecchio da persone che potrebbero interessarti davvero.

Cosa dici? Ti fa paura l’idea di rimanere da sol*? Fidati, la solitudine più dolorosa è quella che si sperimenta quando si è in una relazione con la persona sbagliata.

Forse sarebbe utile ricordarci, soprattutto quando si parla di primi appuntamenti, che il sesso non è una destinazione o un premio da vincere, ma una parte divertente e meravigliosa di un viaggio.

Sia che tu propenda per l’esclusività sessuale o meno.

Vuoi un approccio diverso dal mio al tema dell’esclusività sessuale? 

Ti consiglio la lettura di questo articolo dal titolo Competizione per amore: applicare la teoria dell’economia sessuale ai concorsi di accoppiamento

Piccolo spoiler, la risposta che troverai alla domanda che ho esposto nel titolo di questo articolo, ti suggerirà che, come per il matrimonio, anche per l’esclusività sessuale il tutto si ricollega al tema del potere e dello scambio “economico”, delle relazioni come transazione.

Il focus della teoria dell’economia sessuale applica la logica e i principi dei mercati economici all’inizio del rapporto sessuale (tra coppie eterosessuali of course). 

L’idea centrale è che le donne siano le venditrici e gli uomini gli acquirenti. 

Questo parte dall’abbondante evidenza che “ovunque il sesso è inteso come qualcosa che le donne hanno e gli uomini desiderano” (Symons, 1979). 

Ora, prima di salutarci, immagina nuovamente la mia faccia in questo momento…

Mi spiace di non aver trovato una vera e propria risposta universale, né scientifica, né socio-antropologica o biologica all’origine dell’esclusività sessuale ma, se hai bisogno di fare chiarezza tra i suoi desideri relazionali, sono qui per aiutarti.

Prenota la tua prima consulenza.

In conclusione: tutte le persone desiderano l’esclusività sessuale? 

Moltissime si, ma altre no, ed è proprio questo il bello – a rischio di sembrarti banale: l’amore, l’affetto e la cura, si manifestano in tanti modi. 

Che si tratti di una completa astinenza da relazioni impegnate o dal sesso, di uno stile di vita scambista o di una relazione strettamente monogama, c’è spazio per tutt*.

 

Questo è uno degli scopi più importanti del mio lavoro di divulgazione: far sentire tutte le persone valide e meno invisibili possibili quanto si parla di sessualità e affettività.

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