I pensieri intrusivi sono idee o immagini improvvise, involontarie e spesso angoscianti che entrano nella mente senza preavviso.
Tali pensieri possono spaziare da riflessioni “innocue” a scenari inquietanti che confliggono con i propri valori, credenze o convinzioni.
Per la maggior parte delle persone sono fugaci e facili da ignorare, ma per altre possono scatenare ansia, vergogna o insicurezza.
Ci tengo a dirti subito una cosa: la presenza di pensieri intrusivi non riflette le intenzioni di una persona in una specifica situazione; piuttosto, tali pensieri sono un aspetto comune dell’elaborazione cognitiva.
Comprenderne le origini, può aiutarti a ridurne l’impatto.
Definizione di pensieri intrusivi
I pensieri intrusivi sono pensieri che penetrano nella nostra coscienza, spesso senza preavviso o sollecitazione, con contenuti che possono essere allarmanti, inquietanti o semplicemente strani.
Ciò che è fondamentale comprendere è che questi pensieri indesiderati, spesso sono incongruenti con i valori o le intenzioni della persona.
Cosa potrebbero significare i pensieri intrusivi
Per la maggior parte delle persone, i pensieri intrusivi sono semplicemente un sottoprodotto del funzionamento del cervello.
La nostra mente genera idee o immagini casuali e spontanee, e questi pensieri non hanno necessariamente un significato profondo. E ti assicuro che tutt*, prima o poi, sperimentano pensieri intrusivi.
Tuttavia se questi pensieri sono frequenti ed intensi al punto tale da convincerti che riflettano davvero chi tu sei veramente, compromettendo i tuoi valori più importanti, allora è possibile che tu soffra di una variante del disturbo ossessivo-compulsivo chiamata disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) a contenuto sessuale.
Potrebbero inoltre indicare un disturbo da stress post-traumatico o un disturbo d’ansia generalizzato, e c’è la possibilità che si intensifichino durante periodi di forte stress o ansia.
DOC, sessualità e pensieri intrusivi
Ok Tei, ma come faccio a sapere se sono solo pensieri intrusivi o un vero e proprio DOC?
Intanto, un DOC ti deve essere diagnosticato da un* professionista della salute mentale.
In ogni caso, ciò che posso dirti è che la differenza principale tra pensieri intrusivi “generici” e disturbo ossessivo-compulsivo, risiede nelle caratteristiche, nella persistenza e nell’impatto dei pensieri, nonché nelle risposte comportamentali associate.
I pensieri intrusivi, sebbene indesiderati, sono esperienze comuni per la maggior parte delle persone, sono fugaci e in genere non interferiscono con la vita quotidiana.
Mentre il DOC è un disturbo caratterizzato da pensieri ricorrenti e angoscianti (American Psychiatric Association, 2013). A differenza dei soli pensieri intrusivi, i pensieri del DOC portano a compulsioni volte a neutralizzare l’ansia.
Uno degli ambiti più sensibili e delicati, e al contempo meno esplorati nella riflessione pubblica e clinica sul disturbo ossessivo-compulsivo, è proprio quello della sessualità.
Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso le forme di DOC che interferiscono con la vita relazionale, come il cosiddetto doc da relazione (relationship OCD), che porta a dubitare incessantemente dei propri sentimenti, dell’amore ricevuto, o della compatibilità con partner, ma molto meno si discute di come le ossessioni e le compulsioni possano avere un impatto diretto e profondo sulla vita sessuale.
Eppure, la sessualità, come dimensione dell’identità, dell’intimità e del corpo, è uno degli spazi dove il disturbo ossessivo può manifestarsi in forme tra le più destabilizzanti e dolorose.
Mi è capitato diverse volte di avere in consulenza persone con tratti ossessivo-compulsivi legati alla sfera sessuale, che poi ho indirizzato verso altr* professionist*.
La sessualità stessa, nella sua essenza, implica vulnerabilità, esposizione, perdita (temporanea) di controllo, abbandono: tutti elementi che si pongono in netta contrapposizione ai bisogni profondi del DOC, che tende invece ad andare a nozze con il controllo assoluto, l’evitamento del rischio e l’eliminazione del dubbio.
Non sorprende quindi che per molte persone con disturbo ossessivo-compulsivo, l’ambito sessuale possa diventare un luogo carico di pensieri intrusivi, paure immotivate, di angosce o di timori profondi connessi anche e soprattutto alla propria identità.
Il desiderio sessuale, ad esempio, può essere vissuto con ambiguità, il contatto corporeo può generare più ansia che piacere, e le fantasie sessuali possono trasformarsi in pensieri estremamente disturbanti.
Ogni singolo aspetto della sessualità può diventare oggetto di overthinking o controllo compulsivo.
Nonostante il profondo malessere, so per esperienza che la persona che ne soffre può faticare a parlare apertamente di ciò che prova (anche con un* professionista), spesso per vergogna, senso di colpa o paura di non essere compresa.
Che te lo dico a fare, che è proprio il silenzio che circonda il rapporto tra DOC, pensieri intrusivi e sessualità, a rendere ancora più tabù la questione?
La nostra cultura tende a separare la salute mentale dalla sessualità, come se fossero due ambiti che NON DEVONO o non possono incontrarsi.
I modi in cui il DOC può influire sulla sfera sessuale sono estremamente variabili da persona a persona, ma tra le manifestazioni più comuni ci sono:
Timore di contaminazione fisica e infezioni sessualmente trasmissibili
Mi è capitato diverse volte di lavorare in consulenza con persone che avevano queste paure. Una delle manifestazioni più comuni e pervasive del disturbo ossessivo-compulsivo in ambito sessuale riguarda il timore “di contaminazione”.
In questi casi, l’atto sessuale può essere percepito come intrinsecamente “sporco”, rischioso o veicolo di malattia.
I pensieri intrusivi ricorrenti di solito ruotano attorno alla possibilità di contrarre infezioni, virus o infezioni sessualmente trasmissibili anche in presenza di rapporti protetti o con partner stabili.
La persona può sviluppare rituali di pulizia estremi prima e dopo il contatto intimo o evitare del tutto il sesso per limitare l’esposizione al rischio.
Nei casi più gravi, anche solo il pensiero di baciarsi, toccarsi o dormire nello stesso letto può generare molta ansia e comportamenti compulsivi.
Dopo il rapporto, la persona può sentirsi a disagio, “contaminata” a livello sensoriale, e può mettere in atto rituali prolungati di igiene — docce lunghe, cambi di abiti, pulizia delle superfici, sterilizzazione degli oggetti — non per un reale bisogno fisico, ma per alleviare il disagio psichico generato da questa percezione alterata del contatto.
In alcuni casi, tale vissuto può anche diventare anticipatorio: la persona evita il sesso proprio per l’angoscia di dover “gestire” la sensazione di disagio corporeo che ne seguirebbe.
Senso di colpa morale o percezione di “impurità” etica
In presenza di DOC a connotazione religiosa o etica, il sesso può essere vissuto come un atto moralmente ambiguo, peccaminoso o profondamente sbagliato.
La persona può sentirsi in colpa anche dopo aver avuto rapporti consensuali, desiderati e affettivamente significativi, perché l’atto stesso viene vissuto come contrario a un ideale interno di purezza, rettitudine o decoro.
Pensieri come “ho sbagliato”, “sono sporc*”, “Dio mi giudica”, possono perseguitare la persona anche per giorni, alimentando circoli viziosi di overthinking, richiesta di rassicurazioni, confessioni compulsive, o tentativi di espiazione simbolica (digiuno, preghiera compulsiva o auto-punizione).
Anche in questo caso si può arrivare ad un evitamento cronico della sessualità.
Ossessioni intrusive a contenuto sessuale e paura di essere “deviati/malati”
Un altro modo in cui il DOC può manifestarsi nella sessualità è attraverso la presenza di pensieri intrusivi e disturbanti a contenuto sessuale, che la persona non riconosce come propri ma che non riesce ad allontanare.
Tali pensieri intrusivi possono riguardare immagini sessuali indesiderate, fantasie disturbanti o dubbi costanti sulla propria identità sessuale e orientamento.
Ciò che caratterizza questi pensieri non è il contenuto in sé, ma il modo in cui vengono percepiti: inaccettabili, spaventosi, identitari, minacciosi.
La persona inizia così a mettere in dubbio la propria moralità, a interrogarsi compulsivamente sulla propria “sanità”.
In questo caso la vita sessuale diventa un terreno costante di dubbio e paura, che genera isolamento e abbassamento dell’autostima.
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Controllo ossessivo della prestazione e paura di fallimento
Altre persone con DOC sperimentano una forma meno riconosciuta ma altrettanto impattante del disturbo in ambito sessuale, legata al controllo esasperato della performance. Il desiderio di “fare tutto nel modo giusto”, di non deludere partner, di rispettare script sessuali, genera una grande ansia anticipatoria che compromette l’intero rapporto.
La persona può analizzare in modo compulsivo ogni dettaglio del proprio comportamento, esaminando ciò che ha detto o fatto durante il rapporto, chiedendo continuamente conferme sulla soddisfazione di partner.
Di certo in questa situazione, il sesso perde la sua fondamentale dimensione ludica e si trasforma in un “test da superare” o una prestazione da controllare e misurare.
Stai pensando quello che sto pensando io?
Eh già, quest’ultima dinamica spesso sfocia in disfunzioni sessuali, come calo del desiderio, difficoltà di erezione, anorgasmia, o evitamento sessuale sistematico.
Compulsioni legate alla responsabilità eccessiva verso l’altr*
In alcune forme di DOC incentrate sull’iper-responsabilità, la persona può vivere il sesso come un’attività ad alto rischio emotivo per l’altr*.
Il timore di fare del male a partner, di non essere stat* sufficientemente rispettos*, di aver oltrepassato un limite, anche quando c’è consenso, può generare pensieri ossessivi e rituali di verifica compulsivi (“lo volevi davvero?”, “sei sicur* che io non ti abbia costretto?”, “è tutto ok?”).
Quelli che ti ho appena elencato sono solo alcuni dei principali modi in cui il disturbo ossessivo-compulsivo può incidere sulla vita sessuale di una persona. La loro manifestazione può variare nel tempo e intensificarsi nei momenti di maggiore stress.
Ma, torniamo insieme all’inizio di questo articolo. Perché ok, parlare di DOC è importante, ma i pensieri intrusivi relativi all’ambito della sessualità, non necessariamente sono sinonimo di un disturbo.
Quindi potresti averne sperimentati alcuni in determinate fasi della tua vita, provando disagio e vergogna e forse ti interessa sapere da dove arrivano tali pensieri.
Cosa causa i pensieri intrusivi?
Come tutti i pensieri intrusivi, infatti, anche quelli legati alla sessualità, sono spesso talmente lontani dai nostri valori e da ciò che siamo, che la nostra prima reazione ad essi è quella di provare paura, ansia e confusione.
Ti potrebbe essere capitato di immaginare, ad esempio, di toccare un* conoscente o un* amic* in modo inappropriato o di avere pensieri di natura sessuale su un* familiare o su un* minore.
Terribile, vero? Però ti assicuro che può succedere (sempre che tali pensieri non si trasformino in agito).
La comparsa di pensieri intrusivi (sia riguardo alla sessualità che non), è influenzata da una combinazione di fattori psicologici e neurologici.
La ricerca indica che la carenza di alcuni neurotrasmettitori, come l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), può compromettere la capacità del cervello di sopprimere i pensieri indesiderati (Schmitz et al., 2017).
Uno studio dell’Università di Cambridge ha scoperto che concentrazioni ridotte di GABA nell’ippocampo sono associate a difficoltà nell’inibire i pensieri intrusivi, suggerendo una base neurochimica per il fenomeno (Schmitz et al., 2017).
I pensieri intrusivi possono anche essere più probabili nelle persone che soffrono di disturbi d’ansia (taaac).
I pensieri intrusivi sono dannosi?
I pensieri intrusivi sono una parte normale dell’esperienza umana e sono in genere innocui, nonostante la loro natura possa essere inquietante.
Tuttavia, se i tuoi pensieri intrusivi sono persistenti, molto angoscianti o interferiscono con la tua vita quotidiana e la tua sessualità, torna al paragrafo dove parlo di DOC e contatta un* professionista.
Come fermare i pensieri intrusivi legati alla sessualità
La ristrutturazione cognitiva, una componente fondamentale della terapia cognitivo-comportamentale, aiuta le persone a identificare, contestare e riformulare pensieri irrazionali o intrusivi in prospettive più equilibrate e razionali (Assaz et al., 2023; Beck, 2011).
L’esercizio che ti propongo per contrastare i pensieri intrusivi legati alla sessualità, è tanto semplice quanto efficace ed è suddiviso in sei passaggi.
- Identifica il pensiero intrusivo.
- Esaminalo nei dettagli.
- Quali parti del pensiero intrusivo ti sembrano realistiche?
- Quali invece non lo sono?
- Riformula il pensiero.
- Sostituisci i dialoghi interiori negativi con affermazioni positive.
Se hai partecipato ad almeno uno dei miei ultimi workshop di gruppo dal vivo, saprai quanto per me il lavorare sulle affermazione positive sia centrale per migliorare lo stato di benessere e abbassare i livelli di ansia nella persona.
Nel momento in cui, ad esempio, continui a pensare e a ripetere a te stess* “non sono capace”, stai chiudendo una possibilità di crescita, mentre se inizi a dire “sto imparando a farlo”, ti assicuro che quella porta rimarrà aperta.
Ogni parola attiva un’emozione corrispondente, ma puoi invertire il flusso se lo desideri.
Il cervello e il corpo comunicano costantemente.
Fai un test: se provi a dire “sono bloccat*”, il tuo sistema nervoso prenderà il comando alla lettera e probabilmente creerà rigidità nel respiro, nelle spalle o nello stomaco.
Il linguaggio non è solo un mezzo per descrivere la realtà, ma la crea. Ogni parola che scegli attiva specifiche connessioni nel tuo cervello, influenza il tuo stato emotivo e modifica il modo in cui il tuo sistema nervoso risponde agli eventi.
Per cui, se proverai a fare l’esercizio che ti ho consigliato per contrastare i pensieri intrusivi legati alla sessualità, dai la giusta importanza all’ultimo punto, e vedrai che pian piano andrà molto meglio.
Qual è stata l’ultima volta che ti è capitato di avere pensieri intrusivi durante il sesso?
Ricordati che la chiave sta nell’imparare nuovi modi di relazionarti ai tuoi pensieri intrusivi in ambito sessuale in maniera differente.
Puoi farlo allenandoti a riconoscere ed evitare le trappole cognitive che ti inducono a credere e ad etichettare tutti i tuoi pensieri in modo automatico e a correre ai ripari in modo impulsivo, nella convinzione che, se non lo facessi, i tuoi pensieri prenderebbero il sopravvento su di te e sulle tue azioni.
Warning: a volte però, quando si corre ai ripari evitando alcune situazioni o cercando di controllare i pensieri intrusivi in ambito sessualità, si cade proprio in quel circolo vizioso che li rinforza.