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Ogni mese, attraverso PODCAST, ESERCIZI di AUTOESPLORAZIONE e MEDITAZIONI GUIDATE, ti accompagno in un percorso di Sex-Exploration che ti aiuterà a comprendere meglio il tuo corpo, il tuo desiderio e le tue relazioni.

Consulente ed educatrice iscritta all’Albo IISS, ti aiuto a trasformare il tuo modo di vivere piacere, desiderio e relazioni, dando voce ai pensieri che non ti autorizzi a fare.

Erotismo femminile non performativo

Erotismo femminile non performativo: liberarsi per ritrovare il piacere

Erotismo femminile non performativo: scopri come liberarti dalla performance, riscoprire il piacere e vivere una sessualità appagante.

Molte donne vivono il sesso sotto pressione o come fosse un obbligo, o qualcosa da scambiare per ottenere altro, in una forma di relazione transazionale con l’altro.

Aspettative culturali, stereotipi di genere e sulla prestazione, sexual script e la paura ossessiva di non piacere abbastanza, creano nel genere femminile forte ansia e dissociazione dal piacere e dalle sensazioni corporee.

L’erotismo femminile non performativo è la chiave per riscoprire un piacere autentico, libero da giudizi e stereotipi. Lontano anni luce dai tempi del “dovere coniugale”.

Nel mio articolo di oggi scoprirai come liberarti dalla performance sessuale, riconnetterti con il tuo corpo e vivere una sessualità più autentica e appagante.

Cos’è l’erotismo femminile non performativo?

L’idea di erotismo femminile non performativo si concentra sul piacere, sulla sensualità e l’intimità senza obiettivi di prestazione.

Significa riuscire a godere del corpo senza misurarlo in base alla soddisfazione dell’altro; esplorare sensazioni, desideri e fantasie senza ansia da risultato e imparando a considerare il sesso come esperienza condivisa e mai come “obbligo” o una transazione.

Si Tei, ma perché tante donne non sentono il desiderio e non conoscono il proprio erotismo?

Durante l’ultimo anno, ho supportato attraverso percorsi di consulenza diverse giovani donne sulla trentina. Donne e ragazze molto diverse tra loro, ma che sono arrivate tutte da me riportando la stessa identica sensazione di “vuoto erotico”.

Alcune di loro mi hanno raccontato di aver iniziato ad avere rapporti molto presto in adolescenza, poi aver sperimentato relazioni durature da più adulte, ma quando si parla di sessualità emergono elementi ricorrenti: provano uno scarso desiderio, non raggiungono l’orgasmo, vivono il sesso come una sorta di compito da svolgere più che come uno spazio di piacere e intimità con sé stesse e con partner.

Quello che ho potuto osservare è che la maggior parte di queste donne “conosce bene la teoria”, sono persone informate, hanno studiato, seguono pagine di divulgazione, sanno come dovrebbe essere un rapporto, come comportarsi per “non deludere” partner a letto.

Ma, nonostante tutta questa teoria, non conoscono la cosa più importante:
il loro corpo.

Non si sono mai permesse di esplorare davvero i propri tempi, non hanno familiarità con il ritmo del loro desiderio, l’eccitazione e le “sensazioni interne”.

Nessuno ha insegnato loro che l’erotismo nasce dall’ascolto, non dall’imitazione. Il risultato, dilagante nelle persone di genere femminile oggi, è quello di un esercito di donne esperte di tecnica, ma analfabete di corporeità.

Come per i ragazzi, le prime fonti di informazione sono spesso i porno, i social, i racconti delle coetanee. E in tutti questi contesti la sessualità viene proposta come qualcosa da “saper fare” e non come un’esperienza “da sentire“.

Erotismo femminile non performativo

Qual è il risultato di questo analfabetismo corporeo?
Una pressione costante a dimostrare di essere brave, desiderabili, competenti anche a letto.

Il piacere passa in secondo piano (o addirittura in terzo); conta apparire sicure, seduttive.

In questo modo il sesso diventa tante altre cose lontane dalla ricerca di piacere e connessione, come ad esempio una modalità per evitare i conflitti con partner e scongiurare possibili tradimenti.

In una cornice del genere il desiderio viene soffocato sotto tonnellate di performatività e l’atto sessuale diventa un mezzo

Purtroppo, un altro rischio dell’erotismo femminile performativo è quello di vivere rapporti sessuali che non si desiderano davvero, sperimentando un progressivo distacco dal proprio piacere. 

Tutto questo si porta dietro anche una crescente sensazione di inadeguatezza: “non sento niente, non raggiungo l’orgasmo, quindi sono sbagliata”.

Le ragazza e le donne di oggi sono immerse in una società che esige da loro due comportamenti agli antipodi:

  • essere libere, disinibite, sempre disponibili;
  • ma allo stesso tempo non troppo “sapienti”, non troppo autonome, non troppo assertive rispetto al proprio piacere, dato che dovrebbe comunque essere l’uomo a guidarle in questo.

Il piacere femminile è ancora un territorio inesplorato e ricco di contraddizioni culturali. Per questo, in quanto consulente ed educatrice sessuale non mi stupisco che molte donne vi arrivino confuse, o addirittura intimorite.

Durante i percorsi di consulenza online e nei workshop dal vivo, il mio lavoro si basa su alcuni elementi che ritengo fondamentali: 

  • Restituire alla donna il diritto al desiderio, aiutandola a capire che il desiderio non nasce perché “deve”, ma perché c’è spazio interno per sentirlo. E questo spazio va costruito.
  • Ritornare al corpo, dato che moltissime donne non hanno esperienze di autoerotismo esplorativo. Lavorare sul contatto corporeo, sul respiro, sulle sensazioni, sull’immaginazione erotica diventa centrale.
  • Rinegoziare le dinamiche relazionali, uscendo dall’idea che il sesso sia uno strumento per trattenere l’altr* o sentirsi più sicure nella relazione. Quindi esplorare modelli di attaccamento, paure di abbandono e bisogni di conferma.
  •  Educazione sessuale e affettiva, ovviamente spiegando l’anatomia, la fisiologia del piacere, i cicli del desiderio, ma anche dimensioni emotive e relazionali. Perché nella sessualità serve cultura, più che tecnica.
  •  E infine, lavorare sulla narrazione interna, sulle credenze negative radicate che ogni donna ha della propria sessualità e del proprio piacere.

È necessario costruire una narrazione dove l’erotismo diventa possibilità, e non obbligo.

Lavorarci in consulenza è fondamentale, ma non basta. Serve una trasformazione culturale più ampia, che personalmente provo a portare avanti con la mia divulgazione quotidiana.

Lo dico e lo ripeto ogni giorno, ma a volte sembra non bastare. Per questo sento l’esigenza di metterlo ancora nero su bianco:

  • il sesso non è un esame;
  • il piacere è personale e legittimo;
  • la conoscenza del proprio corpo è un diritto, non un tabù;
  • il desiderio non nasce dalla prestazione, ma dalla connessione;
  • l’erotismo è un linguaggio che si impara con cura e tempo.

Perché la performance sessuale può essere dannosa

Molte donne percepiscono il sesso come un compito da eseguire correttamente.
Questo può portare a: ansia e stress prima e durante il sesso, difficoltà a raggiungere l’orgasmo, distacco emotivo da partner e forte sentimento di inadeguatezza.

Liberarsi dalla performance significa costruire spazio per il piacere autentico e spontaneo, senza pressioni esterne o interiorizzate.

In un’intervista, rilasciata nel 2003 al periodico francese Vacarme, la femminista statunitense, teorica queer, Judith Butler, sviluppando le sue riflessioni su molestie sessuali, pornografia e prostituzione, delinea un’idea molto chiara e interessante di cosa significa erotismo femminile non performativo.

Ok Tei, ma nella pratica come posso riscoprire questo famoso erotismo femminile autentico, non performativo?

Per prima cosa respira e rilassati, perché decostruire la performatività non può essere l’ennesimo compito da eseguire…

Connettiti con il tuo corpo

Rimuovi aspettative e confronti

  • Evita il paragone con ex di partner o standard mediatici
  • Sperimenta il sesso come esperienza personale e condivisa

Comunica apertamente con partner

  • Parla dei tuoi desideri senza sentirti obbligata
  • Stabilite insieme limiti e giochi che rispettino il piacere di entramb*

Sperimenta il piacere lento e sensoriale

  • Massaggi, carezze, giochi erotici non finalizzati all’orgasmo
    (sensation play)
  • Respirazione consapevole

Accogli emozioni e vulnerabilità

  • Il piacere autentico include emozioni, intimità e fiducia
  • Non esistono “modalità giuste”: ogni esperienza è valida

Benefici dell’erotismo femminile non performativo

Per fortuna uscire dalla logica dell’erotismo femminile performativo si può e non è difficile come sembra. I vantaggi superano di sicuro le difficoltà che potresti incontrare nel percorso alla ricerca del piacere

Giorno dopo giorno ti renderai conto di provare maggiore soddisfazione sessuale, la tua ansia da prestazione calerà drasticamente, la comunicazione all’interno della tua relazione (o relazioni) migliorerà, aumentando anche la connessione e intimità emotiva.

E infine, la tua sensualità o, come la chiamano in certi ambienti “fricchettoni” la tua Dea interiore, si risveglierà regalandoti sempre più fiducia in te stessa.

 

Se senti che la performance sessuale ostacola il tuo piacere o la connessione con partner, posso aiutarti con una consulenza personalizzata.

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