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etero queer

5 cose meravigliose sul sesso che gli etero dovrebbero imparare dalle persone queer

Una delle verità sul sesso è che ogni persona lo fa in modo diverso, tuttavia, credo che le persone etero potrebbero imparare molto sul sesso e sull'intimità dalla loro “controparte” queer.

Di recente, parlando con un ragazzo gay mi sono sentita dire: sai, le persone etero sono un po’ strane. Preferiscono qualsiasi cosa alla comunicazione schietta, si aggrappano a norme di genere obsolete e sentono costantemente il bisogno di dimostrare la propria eterosessualità

Devo dire che la sua frase mi ha parecchio colpita, tanto da volerci sviluppare sopra questo articolo che hai appena cominciato a leggere.

Ma prima che tu dica “non tutte le persone eterosessuali…”, lasciami continuare. Sono d’accordo, certo, le generalizzazioni non sono mai utili. 

Allora facciamo così: solo la maggior parte delle persone etero è così. 

Considerando che le donne etero cisgender raggiungono l’orgasmo meno delle donne LGBTQIA+, ritengo che ci siano sicuramente alcuni spunti essenziali da cui tutt* potremmo imparare. 

Leggi il mio articolo dal titolo Orgasm gap: che cos’è il divario dell’orgasmo

Cosa possono imparare le persone etero dal sesso queer 

Ecco quindi la mia personale lista (redatta dopo aver collezionato esperienze, parlato con persone, studiato articoli scientifici, guardato valanghe di porno indipendente) delle 5 cose meravigliose sul sesso che gli etero dovrebbero imparare dalle persone queer:

1. Non esiste un modo giusto per fare sesso (e di conseguenza uno sbagliato)

Vorrei ti fosse però prima chiaro che non esiste un “modo giusto” per fare sesso, anche se molte persone si sentono fortemente sotto pressione riguardo alle prestazioni da avere in camera da letto e per farlo “nel modo giusto”, in realtà non esiste un modo sbagliato e gli orgasmi di sicuro non hanno per forza a che vedere con la penetrazione o le erezioni.

C’è questa vecchia idea sbagliata secondo cui il sesso è completo solo quando c’è penetrazione (che ci sia di mezzo un pene o meno). 

Questo può essere un problema perché rende la penetrazione l’evento principale, il piatto che tutt* aspettano. 

Tuttavia, ti assicuro che, ad esempio, le persone con vulva hanno bisogno di qualcosa di più della semplice azione del pene nella loro vagina per raggiungere l’orgasmo. Per esempio hai mai sentito parlare del tribbing?

Se sei un uomo etero, hai mai provato a visionare un porno saffico di “quelli veri”, e cioè non di quelli mainstream creato per voi maschietti, con l’obiettivo di osservare e cercare di capire cosa davvero piace ad una donna cisgender?

Ti invito a farlo, con apertura e curiosità, ma ti anticipo già un paio di cose che potrai trovare: baci, tantissimi baci che durano minuti interminabili, gioco e flirt (praticato a livelli estremi!!), lunghissimi momenti dedicati al tribbing  anche praticato da vestite.

Molto diverso dal porno lesbo che hai visto finora, vero? Ora fatti una domanda (o anche due), e datti una risposta traendo le tue conclusioni a riguardo…

etero queer

2. Il tuo genere di appartenenza non definisce se sei sottomess* o dominante 

Sebbene non ci sia alcun genere dietro alle “figure” che ti ho appena citato, la società spesso impone rigidi ruoli di genere nelle dinamiche sessuali, aspettandosi che gli uomini etero siano di solito dominanti e le donne (sempre etero) tendenzialmente sottomesse

Ecco, il sesso queer sfida queste norme. Perché lasciare che il genere definisca il modo in cui ci esprimiamo in camera da letto? Piuttosto, concediti la libertà di pensare al ruolo che trovi più piacevole per te, più coerente con la tua personalità, e fanculo le aspettative altrui. 

Forse a questo punto potrebbe interessarti leggere il mio articolo dal titolo La teoria dei sexual script e come essi influenzano il nostro benessere sessuale …se non lo hai già fatto.

3. I sex toys sono tuoi amici, non nemici 

I toys e altri accessori, non servono solo a simulare eventuali parti del corpo; possono migliorare notevolmente l’esperienza intima e aggiungere un sacco di divertimento in camera da letto.

Alle donne lesbiche viene spesso chiesto: ma non ti manca il cazzo?

A parte la domanda totalmente inappropriata, fare sesso senza la presenza di un pene non significa appunto dover rinunciare alla penetrazione: esistono i dildo anche per questo.

In più, una cosa che viene sempre fraintesa, è il fatto che venga associato il pene al concetto di uomo o l’amare la pratica della penetrazione al provare attrazione verso gli uomini. Spoiler: le due cose non sono collegate.

Ti svelo anche che una donna lesbica può eccitarsi e amare il porno etero ad esempio, ma comunque non desiderare di avere un uomo cisgender nel suo letto, o amare il pene ma non gli uomini in generale.

4. Pregiudizi obsoleti limitano il tuo potenziale di piacere

Ti faccio un unico esempio, ma potrei andare avanti per ore sul tema dei pregiudizi interiorizzati che limitano il nostro piacere.

Le persone con il pene sono letteralmente state benedette da questa piccola ghiandola conosciuta da tutti come prostata, che ha il potenziale di regalare loro orgasmi di un livello superiore

Ma per qualche ridicola ragione, abbiamo deciso come società di ignorarla perché la stimolazione della prostata implica l’avvicinamento alla regione anale.

Ora fermati un attimo e immagina di avere qualcosa di così potente e di non usarlo non perché non ti piace, ma a causa dei pregiudizi.

Ogni tanto mi chiedo come mai non ci siamo ancora estinti…

5. Non esiste un segreto magico per gli orgasmi, ma solo la conoscenza di sé

Sebbene il divario di orgasmo tra donne etero e queer sia reale, in realtà non dovrebbe andare così. Personalmente credo che l’unica differenza tra le une e le altre, spesso sia una lacuna di conoscenza.

Nel mondo etero le donne cisgender hanno da sempre chiare aspettative riguardo al fatto che il loro piacere dovrebbe essere completamente in mano all’uomo, per cui non si sforzano più di tanto di assumersene la responsabilità.

Veniamo cresciute con questa falsa credenza, ma ti assicuro che si può modificare.

Familiarizzare con l’anatomia della vulva significa imparare ad individuare ad esempio, non solo il clitoride, ma la propria zona CUV e la cervice. Anche perché la stimolazione del clitoride è fantastica, ma è solo la punta dell’iceberg (soprattutto la parte del clito che è visibile, appunto). 

Il clitoride si dirama dietro tutta la vulva con il suo corpo e le sue radici e solo conoscendone bene l’anatomia potrai stimolarlo al meglio.

Lo stesso comunque vale per l’anatomia maschile: è importante sapere dove si trova il perineo o come affrontare la masturbazione quando partner è (o non è) circonciso.

La sessualità è un territorio da scoprire, non da temere. Se vuoi capire meglio dove ti trovi nel tuo percorso — tra curiosità, identità e desiderio — prenota una consulenza online con me: è arrivato il momento giusto per conoscerti davvero.

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