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sexual script

La teoria dei sexual script e come essi influenzano il nostro benessere sessuale

La teoria dei sexual script sostiene che gli individui diventano, e non nascono, sessuali, per cui producono e fanno proprie narrazioni e significati simbolici della propria e altrui sessualità.

La teoria del copione sessuale (o sexual script) è una teoria sociologica che afferma che tutto il comportamento sociale, incluso quello sessuale, è socialmente programmato, il che significa che le persone seguono norme approvate (stereotipi) su come gli individui in una relazione “possono abbracciarsi a vicenda, incarnarsi e reagire l’uno all’altro attraverso il processo di socializzazione.”

La teoria dei sexual script è stata introdotta dai sociologi John H. Gagnon e William Simon nel loro libro del 1973 “Sexual Conduct”. 

Secondo i due sociologi, i sexual script sono linee guida per un comportamento sessuale definito appropriato

Il comportamento e gli incontri sessuali diventano comportamenti appresi oltre che istintivi. 

Ogni persona in un rapporto sessuale consensuale si comporta come se fosse un attore che segue un copione, piuttosto che seguire il proprio impulso.

Sulla teoria dei sexual script sono stati elaborati anche diversi articoli accademici, che indagano ad esempio la possibile correlazione tra uso della pornografia e coercizione sessuale o relativi al tema della negoziazione (sempre in ambito sessuale).

La parola stereotipo deriva dal greco stereòs e typos e significa “impronta rigida”.

(Ormai sono venuta allo scoperto già da tempo con il mio fetish per l’etimologia…)

Questo concetto viene introdotto nelle scienze sociali soltanto nel 1922, ed è una scorciatoia mentale usata per raggruppare le persone in categorie stabilite mediante valutazioni rigide e inflessibili, riferite a concetti mediati dal senso comune. 

Con il termine “stereotipo” generalmente si indica la tendenza a generalizzare un’opinione in modo rigido e continuativo. 

Si pensi, ad esempio, alle idee preconcette riguardanti l’aspetto esteriore, l’orientamento sessuale, la cultura di appartenenza o, ancor di più, a tutte le credenze riguardanti le differenze tra i due generi

Possiamo quindi definire gli stereotipi di genere come “l’insieme di convinzioni e rappresentazioni attribuite specificamente ai generi femminile e maschile”.

Gli uomini sono così e le donne sono colà…

Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere…

Per quanto riguarda la sfera sessuale, rientrano negli stereotipi tutti quei meccanismi di categorizzazione ai quali ricorrono le persone per interpretare e decodificare la realtà sessuale, ossia la rappresentazione di ciò che è maschile e ciò che è femminile

Io stessa per un lungo periodo, in passato, mi sono descritta come “una donna dalla sessualità maschile”, solo perché non mi sembrava di aderire abbastanza agli stereotipi sessuali previsti per il mio genere di appartenenza.

sexual script

Succede così che, caratteristiche quali l’assertività, l’ambizione, l’orientamento allo scopo, l’indipendenza, la dominanza, la razionalità e l’autonomia, vengono solitamente attribuite agli uomini, mentre aspetti quali l’emotività, la gentilezza, la sensibilità nelle relazioni, la prudenza, la delicatezza, la remissività, la frivolezza e la dipendenza, sono considerate specifiche dell’universo femminile. 

No, no, no… io non ci sto.

Nel loro lavoro di ricerca sugli stereotipi di genere Williams e Bennet, avvalendosi di una lista di aggettivi utili a esprimere valutazioni psicologiche (l’Adjectives Check List), hanno proprio individuato una serie di aggettivi associati comunemente a uomini e donne.

“Questi stereotipi tendono ad aumentare le differenze tra uomini e donne, generalizzando delle caratteristiche e negando una costruzione identitaria alternativa, con lo scopo di mantenere uno status quo dei ruoli sociali.

Nel corso dei secoli, l’ampia diffusione di tali stereotipi ha creato dei veri e propri sexual script appunto, degli schemi di comportamento sui quali uomini e donne dovrebbero agire in relazione all’erotismo sia individuale che di coppia.

Il problema di tali stereotipi e sexual script è che fondano la loro natura su una semplificazione delle manifestazioni umane, processo ovviamente non applicabile alla sessualità dove le emozioni, i vissuti e le esperienze individuali pregresse, rendono non solo ogni persona diversa dall’altra, ma anche ogni rapporto unico.

Inoltre, i sexual script hanno il difetto di ingabbiarci in credenze e aspettative rigide o addirittura controproducenti, con l’effetto di far emergere forti disagi emozionali, sensi di colpa e vergogna per ciò che siamo, per le nostre preferenze, kink ed eventuali feticismi.

Per Gagnon e Simon, i sexual script (copioni sessuali) operano su tre differenti livelli:

    • interpersonale;

    • intrapsichico;

    • culturale.

Alcuni esempi di credenze radicate basate su sexual script:

    • l’estetica e la dimensione dei genitali sono fondamentali per provare (e regalare) piacere;

    • gli uomini hanno un maggior desiderio sessuale delle donne;

    • l’erezione deve essere sempre presente e rapida;

    • esistono due tipi di orgasmo: uno di serie A (vaginale) e uno di serie B (clitorideo);

    • masturbazione e pornografia non sono cose da donne;

    • la masturbazione è sintomo di un problema di coppia;

    • dopo la gravidanza e in menopausa, la donna ha meno desiderio sessuale;

    • l’uomo cerca il sesso, la donna l’amore;

    • l’uomo è nato cacciatore quindi il tradimento fa parte della sua natura ed è “meno grave” di quello femminile;

    • se lui non ha “fame significa che ha già mangiato”.

Se nell’universo maschile, ad esempio, tali sexual script sono caratterizzati da una continua celebrazione estremamente performativa della “potenza sessuale”, nell’universo femminile viaggiano ancora in direzione opposta. 

E quello a cui si assiste, è una dilagante tendenza a reprimere il proprio erotismo, le proprie fantasie e, più in generale, il proprio piacere. 

Ogni giorno in consulenza mi capita di parlare con persone nelle quali tali sexual script hanno impattato in maniera profondamente negativa sul benessere sessuale, giocando anche un ruolo centrale nell’insorgenza e nel mantenimento di eventuali disfunzioni.

Una preoccupazione molto diffusa (sia tra persone di genere maschile che femminile) è quella legata all’aspetto dei propri genitali. Tale preoccupazione può generare senso di inadeguatezza e vergogna, ma anche disturbi più invalidanti come ansia da prestazione e disturbi dell’eccitazione e del desiderio.

Inoltre, se ad esempio continuiamo a portare avanti e validare la narrazione per cui la masturbazione è “una cosa da uomini”, poi non dobbiamo stupirci se la maggior parte delle donne non ne parla o nega quando si affronta il tema, o se, quando una donna invece lo ammette, nascano tensioni e conflitti all’interno della coppia e sensi di colpa e imbarazzo per lei.

E tu, in che copione sessuale ti senti ingabbiat*? 

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