Qualche settimana fa ho avuto da me in consulenza una coppia che sta insieme da dieci anni, con un evidente problema di comunicazione e di gestione del conflitto e questa cosa succedeva loro ripetutamente e in diversi ambiti e momenti.
Durante il weekend insieme ai bambini, riguardo all’accudimento del gatto, per la scelta di un nuovo paio di lenzuola.
In ogni situazione la coppia si ritrovava a discutere ferocemente o a mettere il muso e attuare il silenzio punitivo. Non avevano mai mezze misure e, a volte, un* dei due discuteva e l’altr* si silenziava (e viceversa).
Prima di andare avanti nel racconto, ci tengo a dirti che la coppia in questione mi ha autorizzata ad usare la loro storia come esempio per questo articolo. Per privacy e comodità, d’ora in avanti li chiamerò X e Y e userò il maschile in modo indifferente per entrambi.
Ora immagina questo: X e Y sono in cucina mentre provano a cucinare insieme.
Sembra romantico, vero? Beh, non quando hai un compagno autoritario e ossessionato dall’efficienza come X che tenta sempre di prendere il comando.
Mentre X abbaiava ordini sulle tecniche di taglio delle verdure e sui tempi, Y diventava più silenzioso e teso.
X era così concentrato sul compito da svolgere che non si è nemmeno accorto del disagio di Y.
Y non ha detto nulla sull’accaduto per le successive dodici ore che hanno trascorso insieme, quindi X non si è accorto che qualcosa non andava mentre preparavano la cena, mangiavano, guardavano un film, facevano sesso e infine andavamo a dormire.
Quando finalmente Y si è sentito di parlare della sua esperienza, ha confessato che era stato difficile comunicare mentre il tutto stava accadendo. Era stato colto da una tempesta di risposte di lotta, fuga e congelamento (fight, flight and freeze response):
Lotta: Y avrebbe voluto abbaiare a sua volta, ma non voleva peggiorare la situazione.
Fuga: Y voleva lasciare la cucina e non tornarci mai più, ma sarebbe stato troppo imbarazzante.
Freeze: Y si sentiva paralizzato, incapace di esprimere il suo disagio in alcun modo che non peggiorasse la situazione.
Dopo la terza sessione insieme, siamo riusciti ad arrivare al punto in cui Y ha affermato (rivolto a X), senza sentirsi troppo fuori dalla sua comfort zone, : “Vorrei avere un modo per segnalare quando il tuo comportamento sta diventando eccessivo, senza dover trovare le parole giuste sul momento”.
Fu allora che mi venne l’idea per donare loro un semplice strumento di supporto nella gestione e anche prevenzione del conflitto: il fischietto.
Se le parole in certi momenti di forte intensità emotiva ad alcune persone vengono meno, perché non provare qualcosa di più semplice e immediato?
Quella stessa sera, dopo la nostra sessione, X e Y hanno comprato un vero e proprio fischietto da appendere al muro della cucina di fianco al frigorifero.
Potrebbe sembrarti ridicolo, lo so, ma seguimi.
Ecco le istruzioni che ho dato a X e Y per l’utilizzo del fischietto:
-
- Quando inizio a diventare troppo autoritario (X) o duro, il mio partner (Y) può semplicemente soffiare nel fischietto.
-
- Questo mi fa subito capire che devo controllare il mio comportamento, senza che lui debba spiegarmelo a parole quando è troppo stressato per farlo.
-
- Il fischio è un segnale chiaro e inequivocabile che non richiede uno scontro verbale.
Già alla seduta successiva ho potuto constatare che i benefici sono stati sorprendenti sin da subito.
-
- Y ora si sente ascoltato e accudito. E ha finalmente trovato un modo semplice e non conflittuale di esprimere il suo disagio.
-
- X si ricorda costantemente di dover essere consapevole della sua energia e del tono che usa per esprimersi.
-
- In realtà è divertente! L’assurdità della situazione spesso rompe la tensione e fa scoppiare a ridere sia Y che X.
-
- Ma, cosa più importante, apre le porte a successive conversazioni sui loro stili di comunicazione in maniera leggera e spensierata.
Sai, non si tratta solo di usare fischietti (campanelle o cartellini rossi), ma di ciò che rappresentano: un impegno reciproco per una migliore comunicazione e comprensione.
Da quando X e Y hanno iniziato ad usare questo sistema, hanno notato dei miglioramenti che vanno oltre al semplice momento del cucinare insieme in armonia.
Alla quinta sessione di consulenza abbiamo concluso che: entrambi sono più in sintonia con i segnali non verbali dell’altro; sono più rapidi a riconoscere quando le tensioni stanno aumentando e ad affrontarle tempestivamente e sempre più creativi nel trovare soluzioni agli ostacoli alla comunicazione.
Ultima cosa, ma non meno importante? Hanno ricominciato a ridere tantissimo insieme, come non succedeva dai primi mesi di relazione.
C’è qualcosa di innegabilmente divertente in un adulto che soffia in un fischietto per comunicare: “Ehi, guarda che stai esagerando!”
Ora, non sto dicendo che devi trasformare la tua cucina in un parco giochi o un campetto, ma il punto è trovare modi unici e personalizzati per segnalare il disagio (che funzionano per te/voi) e aprire il dialogo con il/la partner.
Quali sono generalmente i momenti quotidiani più difficili all’interno della tua relazione?
Come potresti creare un modo semplice, persino giocoso, per affrontarli prima che diventino conflitti di rottura?
Forse è un gesto speciale della mano, una parola in codice o, appunto un fischietto.
La chiave è trovare ciò che funziona unicamente per te e per voi.
Ricorda, ogni relazione ha le sue particolarità e sfide. La magia avviene quando diventiamo creativ* nell’affrontarle insieme.
L’obiettivo non è eliminare tutti i conflitti o le differenze, ma trovare modi per gestirli che vi avvicinino, e non che vi allontanino.
La soluzione del fischietto per X e Y, è diventata un simbolo del loro impegno a comprendersi meglio