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Ti faccio le domande giuste per aiutarti a risolvere le tue frustrazioni sessuali e relazionali, dando voce ai pensieri che non ti autorizzi a fare.

eiaculazione precoce

Sabotaggio coniugale nella terapia per l’eiaculazione precoce

Nei suoi anni di ricerca, la studiosa Hellen Kaplan ha riscontrato diversi casi di sabotaggio della terapia da parte delle compagne di partner con eiaculazione precoce. Perché questo può avvenire?

Quando in una coppia consolidata si presentano dei disturbi di tipo sessuologico che interferiscono con il benessere sessuale di entrambi i componenti, la cosa migliore da fare è optare per una terapia a due.

Uno tra i disturbi maschili più diffusi è quello dell’eiaculazione precoce.

Ora io non ti parlerò delle strategie per affrontare tale disturbo, perché se ne soffri o pensi di soffrirne dovresti rivolgerti ad un* sessuolog* clinic*.

Quello che voglio condividere con te in questo articolo è una dinamica osservata da Hellen Kaplan durante i suoi numerosi anni di ricerca in ambito sessuologico.

Sabotaggio nella terapia all’eiaculazione precoce

Kaplan, nota che nelle terapie di coppia volte a risolvere situazioni di eiaculazione precoce, nei casi che non presentano particolari complicazioni, con i primi miglioramenti tangibili, si generano gioia e benessere in entrambi i componenti.

Tuttavia, il miglioramento può anche apparire minaccioso (sia per lei che per lui). Nelle coppie etero la donna, in particolare, può facilmente diventare depressa o ansiosa in concomitanza ai miglioramenti del partner.

Può capitare che la partner abbia diretta cognizione di questi sentimenti e che li riconosca per quello che sono, oppure può esserne inconsapevole ed esprimerli attraverso il rifiuto a cooperare, esprimendo il suo dissenso rispetto agli esercizi e mansioni prescritte dal* terapista o, peggio ancora, la sua crescente ripugnanza verso di essi.

Alcune partner, addirittura, in questa fase aggrediscono i compagni criticandoli aspramente e scoraggiandoli e facendo capire loro che, anche nel caso che essi acquisiscano il controllo dell’eiaculazione, resteranno partner totalmente insoddisfacenti dal punto di vista sessuale.

Radici delle emozioni negative nelle partner di uomini in terapia per eiaculazione precoce

Sempre secondo Kaplan, tali emozioni negative di fronte al miglioramento del proprio partner, hanno quasi sempre origine nella profonda mancanza di sicurezza di sé.

La partner non si sente all’altezza della situazione, né sicura, e si ritiene incapace di tenere “legato a sé” il compagno.

“L’insufficienza sessuale” dell’uomo e la tolleranza della partner a riguardo, hanno fatto sì che lui dipendesse da lei.

“Adesso che l’uomo è in grado di recuperare le sue ‘funzioni’, andrà a cercare altrove conforto sessuale o altre donne più attraenti di me?”

eiaculazione precoce

Eventuali disturbi delle compagne di eiaculatori precoci

Sempre attraverso le osservazioni di Kaplan, emerge che parecchie partner di uomini con eiaculazione precoce, soffrono in qualche misura di disfunzioni dell’orgasmo. Non c’è quindi da sorprendersi che esse e i loro compagni l’attribuiscano al disturbo sessuale dell’uomo.

Il problema eiaculatorio del partner serve per mantenere celato a lungo il disturbo che riguarda lei, quindi ora, con il procedere della terapia, il fatto che lui possa avere rapporti sessuali di maggiore durata, mentre lei continua (ad esempio) a non raggiungere comunque l’orgasmo, mette la coppia realmente di fronte ai problemi sessuali della donna.

Ora riesci a comprendere perché una tale situazione può apparire abbastanza minacciosa, specialmente in una coppia dove ha messo radici la “leggenda” per cui lui è sempre stato considerato un problema e lei una sorta di martire che se lo “accollava”?

In tutto questo c’è sicuramente da considerare che le ricerche di Hellen Kaplan sono un po’ datate, visto che si parla degli anni ’70; ma in base alle confidenze che le persone che mi seguono mi fanno, non stento a credere che tali dinamiche siano ancora molto attuali.

Personalmente mi sento di fare una considerazione; in questi anni di studio e approfondimenti sui vari libri di testo, se c’è una cosa che ho capito e che trovo fondamentale è: ogni persona dovrebbe rendersi responsabile del proprio piacere e benessere sessuale senza delegare all’altr* tale responsabilità.

In parole povere, quando una coppia entra in terapia per risolvere i (presunti o meno) problemi di eiaculazione precoce di lui, bisogna tener conto che l’esito positivo del controllo eiaculatorio non garantirà il “buon funzionamento” della partner.

Autosabotaggio nella terapia all’eiaculazione precoce da parte dell’uomo

In alcune rare occasioni, l’individuo che presenta questi sintomi può anche sentirsi minacciato dal suo stesso miglioramento.

“Il sintomo può fungere da bisogno inconscio, se, per esempio, rappresenta l’unico ‘punto di forza’ maschile nei riguardi della moglie che domini il marito con la sua figura materna” – dice Kaplan.

“In tali casi si deve risolvere il conflitto inconscio, se si vuole che il sintomo regredisca” – conclude sempre Kaplan.

E tu, sei sicur* di essere pront* a stare meglio? Prendersi cura del proprio benessere sessuale è importante, ed è sempre una tua scelta.

Richiedimi una consulenza sex positive e affrontiamo insieme i tuoi dubbi a riguardo, posso aiutarti a fare chiarezza.

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